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Perché insistono per il ritorno in ufficio? Hanno grattacieli da riempire

06 luglio 2021 | 07.17
LETTURA: 4 minuti

Chi ha fatto investimenti immobiliari importanti per sedi di grande rappresentanza nei centri cittadini preme per il rientro in sede dei dipendenti dopo la pandemia. Le FinTech molto meno.

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Efinancialcareers ha pubblicato un'interessante lettera sotto pseudonimo di un ex dipendente di una banca d'investimento passato dopo la pandemia a un altro lavoro per una sola ragione: lo lasciano lavorare da casa: “Gli amministratori delegati delle banche che chiedono il ritorno del personale in ufficio sono uomini di Neanderthal. Bloccati nell'età della pietra, guadagnano decine di milioni mentre raccontano al resto di noi, che viviamo in piccoli appartamenti con enormi affitti, come vivere”. Insomma: “La verità è che le banche potrebbero risparmiare miliardi di dollari in costi gestendo uffici in remoto simili a quelli che hanno operato negli ultimi 18 mesi. Viviamo nell'era del cloud computing: gli uffici non sono più obbligatori. Ma le banche americane non l'hanno capito”.

Le persone nel middle e nel back office in presenza tendono a vivere più lontano dal centro e dagli uffici per risparmiare sulla case e ottenere maggiori guadagni. Se potessero lavorare da casa, oltre a guadagnare da 2 a 4 ore sul tempo degli spostamenti, potrebbero “risparmiare sui costi dell'assistenza all'infanzia, sui vestiti e sul lavaggio a secco. Tutto questo è importante quando stai crescendo una famiglia e quando lavori per una banca ma non sei un banchiere con un stipendio alto e i bonus”. E allora perché si sta assistendo a un ritorno all'ovile? “C'è un motivo per cui i capi vogliono che tutti tornino in ufficio, e non è la creatività, la produttività e tutte le altre sciocchezze che vengono farci credere. È per giustificare i miliardi di costi irrecuperabili che derivano dall'aver investito in uffici lussuosi in tutto il mondo”.

Quanto costa un posto ufficio? L'anno scorso, Deloitte Consulting ha fissato questo numero tra 12mila e 20mila euro all'anno a lavoratore, certo mettendo in atto tutte le misure Covid richieste. Anche prima della pandemia, però, Deloitte ha quatificato il costo lavoratore in una cifra compresa tra 8 e 14.000 euro. Per le banche con i più grandi uffici a Londra e New York questo significa un costo di decine di milioni in un momento in cui, anche prima del virus, la maggior parte delle banche aveva cominciato a tagliare pesantemente i costi. Insomma, chi ha investito, come capita spesso con le banche e le assicurazioni, in mastodontici grattacieli di rappresentanza e di simbologia in centro città si vede ora costretto a riempire le scrivanie. Chi, come molte FinTech, è partita o sta partendo già con una forma di lavoro ibrida, ha il vantaggio non solo di agevolare e sostenere il lavoro a distanza, in tutte le forme e formule ibride possibili. Ma anche di operare una selezione migliore del personale perché non concentrata esclusivamente attorno all'area geografica in cui sono presenti gli uffici.

Un sistema organizzato su lavoro flessibile unito a frequenti viaggi premio potrebbe essere la chiave per aiutare le startup a entrare in competizione nella gara per accaparrarsi i migliori talenti. Anche perché molte di loro in questi ultimi mesi hanno assunto personale anche in città molto lontane dalla propria sede, confidando nel lavoro da remoto, e ora si troverebbero in difficoltà ad organizzare trasferimenti di massa. I fondi per i viaggi si possono recuperare disinvestendo dagli uffici fisici. People.ai Inc, ad esempio, azienda che studia e implementa soluzioni di intelligenza artificiale per l’organizzazione aziendale, è un caso lampante di questa nuova formula di lavoro agile con benefit. Approfittando dei mesi della pandemia, ha ridotto gli uffici del quartier generale di San Francisco, chiuso le sedi satellite e riprogettato la sede di Londra per renderla interamente da remoto. In questo modo ha potuto impiegare l’85% del budget immobiliare del 2019 reinvestendolo in vantaggi per i dipendenti, tra cui un viaggio per tutto lo staff di 200 persone, e altri organizzati in forma ridotta per i singoli team. “Riportare tutti indietro al lavoro in ufficio sarebbe un errore” ha spiegato il CEO Oleg Rogynskyy “è con la rigidità di vedute che si perdono i talenti”. Anche l’incubatore di startup All Turtles Corp. ha deciso di chiudere gli uffici di Parigi, Tokyo e San Francisco per spostare tutto online. In cambio, tutto il suo staff più i dipendenti di alcune delle startup che ha contribuito a lanciare sono stati invitati a Memphis in ottobre per ritrovarsi a suon di barbecue, bourbon e una gita a Graceland.

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