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Arte: la performance, attori in gabbia ricevono insulti dal pubblico

04 luglio 2015 | 14.29
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Un momento della performance

Uomini e donne in gabbia come animali, che recitano il ruolo che gli ha affidato la società, pronti ad accettare ogni reazione del pubblico, insulti compresi. E' la provocazione dell'artista concettuale Leonardo Massi, autore di un'installazione vivente al circuito di motocross di Miravalle, nelle campagne di Montevarchi, in provincia di Arezzo, dove è in corso da ieri fino a domani il festival d'arte e musica 'Ne pas couvrir!', giunto alla decima edizione.

Nella prima giornata l'installazione è stata visitata da oltre 1.500 persone, in gran parte giovani, suscitando reazioni contrastanti, soprattutto di sorpresa. L'artista aretino Leonardo Massi, 35 anni, ha creato uno "zoo antropomorfo" dei giorni nostri - dove l'essere umano è l'animale e il mondo la giungla - popolato da diversi personaggi, simbolo della società contemporanea.

Gli attori recitano senza soluzione di continuità per tre, quattro ore, ciascuno rinchiuso all'interno di una delle nove gabbie realizzate con la rete elettrosaldata e i profilati in acciaio. Attori che improvvisano monologhi sull'amore, la bellezza, l'ira, il potere, la religione...

"Le reazioni dei visitatori sono state la cosa più interessante -ha detto Massi- Qualcuno ha interagito davvero al punto di mettersi a pregare con il predicatore o a litigare con l'iracondo... Insomma reazioni davvero in linea con questa nostra società. Reazioni che spaziano dal bambino divertito alla signora anziana che si mette a piangere di fronte ad un'attrice che piange, fino ai due/tre bulletti che sentendosi in posizione di privilegio interagendo con una persona in gabbia finiscono per offendere".

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