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Pesa la crisi Ucraina e le borse europee chiudono in calo

06 maggio 2014 | 19.42
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Chiusura in calo per la Borsa di Milano, per la seconda seduta consecutiva, in linea con le principali consorelle europee e con Wall Street. Pesa sul sentiment dei mercati in particolare la crisi in Ucraina, con la situazione nella parte orientale del Paese che va peggiorando di giorno in giorno. Ieri, secondo quanto hanno riferito i separatisti filorussi di Donetsk, una trentina di persone sarebbero rimaste uccise negli scontri armati nell'area della cittadina dell'Est dell'Ucraina.

Incide anche la corsa dell'euro/dollaro, oltre quota 1,39. A Milano Ftse Mib 21.521,65 punti (-0,55%), All Share 22.953,49 punti (-0,52%). Scambi per 2,93 mld di euro di controvalore, rispetto a 1,9 mld nella seduta di ieri. Su 320 titoli in negoziazione, 101 chiudono in rialzo, 201 in calo e 18 invariate. Vendite su Yoox e su Fiat sul Ftse Mib.

In calo anche le altre Borse europee: a Parigi Cac 4.428 punti (-0,78%); a Francoforte Dax 9.467 punti (-0,65%); a Londra Ftse 6.798 punti (-0,35%); ad Amsterdam Aex 396,54 punti (-0,23%); a Zurigo Smi 8.395 punti (-0,16%). Poco variate Madrid, con l'Ibex a 10.481 punti (+0,04%) e Bruxelles con il Bel 20 a 3.089 punti (+0,01%). In controtendenza Lisbona, che chiude con il benchmark Psi 20 a 7.552 punti (+0,46%). A New York, intanto, il Dow cede lo 0,48% e il Nasdaq lo 0,51%.

"I volumi - spiega Vincenzo Longo, market strategist di Ig - sono bassi, a sottolineare che gli operatori preferiscono rimanere in attesa del discorso della Yellen di domani a Washington. Interessante sarà notare i commenti del numero uno della Fed, dopo i dati eccezionali arrivati su più fronti nelle ultime sedute, in particolare dai non farm payrolls e dagli Ism. La domanda che si pongono in molti è se l'accelerazione dell'economia Usa possa essere interpretata come un driver per una possibile uscita anticipata dal Qe. I rialzi dei Treasury delle ultime ore potrebbe essere interpretata in questo senso. Intanto le tensioni in Ucraina creano un 'rumore di fondo' sui mercati, con le vendite che sembrano intensificarsi in corrispondenza dell'arrivo di nuove news dall'Ucraina".

"Sul fronte Eurozona - continua Longo - le attenzioni sono rivolte tutte al meeting della Bce. I recenti dati sull'inflazione e sui Pmi allontanano l'ipotesi di nuove manovre il prossimo giovedì. Ad avvalorare questa tesi c'è anche il recente raffreddamento delle tensioni sul mercato monetario, con i tassi che sono tornati ai livelli di inizio aprile. Solo un ritorno delle tensioni su questi mercati potrebbero aprire a un taglio dei tassi di rifinanziamento di 10/15 punti base e di quelli sui depositi di 0,25 punti base già questo giovedì. L'azione di Draghi potrebbe andare ad attenuare le pressioni crescenti degli euroscettici in vista del voto del 25 maggio. Per il Qe bisognerà attendere un peggioramento delle aspettative inflattive e delle condizioni macroeconomiche".

"Sul mercato valutario - conclude Longo - fortissima accelerazione dell'euro/dollaro questa mattina dopo i dati sui Pmi migliori delle attese che hanno caratterizzato soprattutto Spagna e Irlanda. Questo genere di notizie non rende più agevole la strada a Draghi per l'introduzione di nuove misure espansive e gli operatori ne approfittano acquistando euro. In realtà la seduta è stata caratterizzata da una debolezza strutturale del dollaro Usa, che ha perso terreno verso le principali valute mondiali''. ''Il cable che si è portato ai massimi da agosto 2009 a quota 1,70, mentre il cambio dollaro/yen è tornato ai minimi da oltre un mese. Il Dollar Index, che misura l'andamento del biglietto verde contro un basket di valute, si è portato ai minimi da ottobre scorso, in area 79 punti".

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