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Pescara, Sgarbi al sindaco: "Salvate i pini, abbatterli è da imbecilli"

17 settembre 2016 | 16.01
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(Fotogramma) - FOTOGRAMMA

"Di uomini ammazzati dagli alberi se ne conoscono pochi, mentre di alberi abbattuti dagli uomini molti". Commenta così all'AdnKronos Vittorio Sgarbi la vicenda che in questi giorni vede al centro delle polemiche il comune di Pescara, e in particolare il suo sindaco, Marco Alessandrini, che con un'ordinanza ha dato il via all'abbattimento di un centinaio di alberi nei viali della città abruzzese.

Alla base della decisione del sindaco c'è una relazione scientifica, secondo la quale 121 alberi dei 13mila presenti a Pescara sono a imminente pericolo caduta. La cosa migliore per Alessandrini è tagliarli, perché sottoporli a ulteriori prove di trazione per capirne la resistenza costerebbe troppo e il Comune è in 'pre-dissesto'.

La decisione, però, ha sollevato un vespaio di polemiche nella città dannunziana, e allora associazioni ambientaliste e militanti ecologisti abbracciano i tronchi, fanno scudo alle piante quando gli addetti del Comune arrivano con le motoseghe e presentano esposti alla magistratura. Dalla parte dei pini si sono schierati anche alcuni intellettuali: lo scrittore Erri De Luca e l'attore Alessandro Gassmann.

Anche Sgarbi non è convinto della necessità di abbattere gli alberi: "Molte azioni scellerate sono favorite da relazioni scientifiche di imbecilli. Per ricordare un episodio cito 'quelli' che dissero che le pietre che stavano nel fosso di Livorno, siccome erano in acqua da 90 anni erano di Modigliani. La parola 'scientifico' serve spesso per nascondere degli errori gravi".

"Questa teoria non mi convince - dice Sgarbi - credo invece che salvare gli alberi sia possibile attraverso l'opera intelligente di persone con esperienza e competenza. Un albero si può mettere in sicurezza in modo da limitarne il rischio di caduta. Abbattere un albero è una presunzione di salvaguardia di qualcosa che non ha bisogno di essere salvaguardato".

"La minaccia dell'albero che cade sull'uomo è una fandonia - conclude il critico d'arte - Salvare la vita degli alberi invece è un atto di civiltà. Metterli in sicurezza ha sicuramente un costo compatibile con qualunque buona amministrazione. Non mi convince che possa esserci un vantaggio a tagliarli. La mia non è facile demagogia, l'esperienza mi dice che spesso gli abbattimenti vengono fatti per comodità o per spendere di meno".

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