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Pescatori sequestrati in Libia, l'armatore: "Zero speranze di vederli in famiglia per le feste"

07 dicembre 2020 | 16.46
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Immagine di repertorio (Fotogramma)

"Sembra di essere fermi al primo settembre. Sono trascorsi cento giorni e non abbiamo ancora notizie dei nostri pescatori. Dal Governo, dalla Farnesina non ci fanno sapere niente. Non ci danno alcuna speranza che per Natale i pescatori possano trascorrere le feste con i loro cari". A parlare con l'Adnkronos è Marco Marrone, armatore del peschereccio Medinea, che con l'altra imbarcazione, Antartide, è stato sequestrato dalle autorità libiche.

"Le notizie sono sempre uguali, a parte la telefonata dell'11 novembre con i familiari dei pescatori italiani", dice Marrone. "A noi dicono dal Governo che stanno lavorando sotto traccia, senza fare rumore, perché sono cose delicate e conviene usare un profilo basso. Intanto, sembra che non si muova niente".

Sul suo peschereccio ci sono due italiani e quattro tunisini. "Ma sono tunisini nati e vissuti sempre a Mazara - dice l'armatore - già da prima che io nascessi". E dice: "Io spero che vengano trattati tutti allo stesso modo i 18 pescatori sequestrati, gli italiani e gli stranieri" perché "a novembre la telefonata è arrivata solo per gli otto italiani". Ecco perché "da quella chiamata tutti hanno iniziato a chiedere, ma per noi sono 18 pescatori di Mazara del Vallo al di là della loro nazionalità". Marrone si augura che i pescatori "tornino a casa prima di Natale ma non ho nessuna certezza, né dal Governo mi hanno dato nessuna speranza. Sarebbe un bellissimo regalo per tutti noi", dice emozionato.

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