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Petrolio russo, Orban: "No a discussioni su embargo durante vertice Ue"

24 maggio 2022 | 15.06
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Dombrovskis: "Approvare senza ritardi sesto pacchetto sanzioni"

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(Afp)

Viktor Orban non ha intenzione di discutere dell'embargo sul petrolio russo al vertice dei capi di Stato e di Governo dell'Ue in programma a Bruxelles il 30 e 31 maggio. Il primo ministro ungherese, riporta il Financial Times, lo ha comunicato con una lettera al presidente del Consiglio europeo, Charles Michel.

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Mentre l'Ue cerca un consenso unanime per colpire Mosca sul petrolio, Orban ha affermato che parlare delle sanzioni "in assenza di consenso sarebbe controproducente" e metterebbe solo "in evidenza le nostre divisioni interne senza offrire una possibilità realistica di risolvere le divergenze". Il primo ministro ha anche criticato il piano dell'Ue per ridurre la dipendenza dall'energia russa, affermando che mancano "le modalità e i tempi per finanziare gli investimenti necessari per sostituire il petrolio russo".

Orban ha introdotto un nuovo stato di emergenza nel suo Paese, proprio pochi giorni prima della fine di quello precedente. Questa volta, Orban ha citato, come giustificazione per il provvedimento, le sfide poste dalla guerra in Ucraina. Lo stato di emergenza in scadenza è invece stato giustificato con l'epidemia di Covid. "Il mondo è sull'orlo di una crisi economica", ha dichiarato in un video pubblicato su Facebook in cui ha ribadito che il suo Paese deve rimanere fuori dalla guerra e piuttosto "proteggere la sicurezza finanziaria delle famiglie".

Il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis, a margine dell'Ecofin a Bruxelles, ha riferito che i ministri delle Finanze dell'Ue hanno "discusso anche oggi" del sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia, che comprende un embargo graduale alle importazioni di petrolio nell'Unione. "Non è la Commissione che fissa l'agenda del Consiglio Europeo, ma consideriamo importante avanzare con la finalizzazione del sesto pacchetto, senza ritardi", visto che è stato presentato da "alcune settimane", ha detto Dombrovskis.

"Sappiamo - ha aggiunto - delle preoccupazioni di alcuni Paesi senza sbocchi al mare sulla sicurezza delle forniture e lavoriamo per affrontare queste preoccupazioni. Dobbiamo tenere a mente che prima della guerra il 62% delle importazioni dalla Russia erano idrocarburi". "E' importante - ha concluso - che le decisioni vengano prese senza ritardi. Altrimenti ci troveremo nella strana situazione per cui da una parte sosteniamo l'Ucraina e dall'altra finanziamo la Russia. Questa cosa deve finire".

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