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Phelps rivela i suoi momenti più bui: "Non volevo più vivere"

10 novembre 2015 | 19.47
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Lo statunitense Michael Phelps (Foto Infophoto) - INFOPHOTO

Il campione di nuoto statunitense Michael Phelps, l'atleta olimpico con il maggior numero di medaglie nella storia, ha rivelato che nei giorni seguenti il ​​suo arresto per guida in stato di ebrezza nel 2014 ha attraversato "tempi bui", in cui non voleva più vivere. "Ero veramente in un posto buio e non volevo più vivere", ha detto alla rivista 'Sports Illustrated'. Phelps, vincitore di 22 medaglie olimpiche, di cui 18 d'oro, si prepara a partecipare ai Giochi di Rio 2016, che sarebbero i suoi quinti e ultimi giochi.

Nel settembre 2014 è stato arrestato per eccesso di velocità e guida in stato di ebrezza, che gli è costato una squalifica di sei mesi senza competizioni e di non poter partecipare in agosto al Mondiale di nuoto di Kazan in Russia. Dopo il ritiro dopo Londra 2012, Phelps è tornato a nuotare nel mese di aprile 2014, ma dopo l'incidente nel settembre dello stesso anno è entrato in una clinica di riabilitazione dove ha trascorso 45 giorni. Poi è tornato ad allenarsi nel mese di aprile ed è tornato a gareggiare.

La sua condizione fisica sta migliorando giorno dopo giorno. "Non ho preso nemmeno un sorso di alcol e non lo farò", ha detto Phelps parlando della sua intenzione di non bere più almeno fino a dopo Rio 2016. "Il mio grasso corporeo si è notevolmente abbassato. Sono più magro che mai. I risultati ci sono perché ho lavorato, ho recuperato, ho dormito e mi sono curato più che mai", ha aggiunto Phelps.

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