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L.stabilità: Piccinini (Inca), oggi a Grasso 1 mln firme contro tagli patronati

10 dicembre 2014 | 15.27
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I patronati esprimono soddisfazione per l'incontro con il presidente del Senato Grasso. Intervista di Labitalia alla presidente Inca (video) (audio). Nuovo presidio il 16 dicembre.

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Morena Piccinini, presidente Inca

"Oggi abbiamo consegnato al presidente del Senato Grasso e alla vicepresidente Fedeli un milione di firme, raccolte in meno di un mese, che i cittadini hanno apposto alla richiesta che non ci sia un attacco ai patronati e che non ci sia una diminuzione del loro ruolo. E quindi chiedendo che i fondi a disposizione dei patronati rimangano totalmente inalterati. E da Grasso, rimasto colpito della brevità del tempo nel quale così tante persone hanno manifestato il loro appoggio, abbiamo sentito anche l'appoggio, la sensibilità rispetto ai nostri temi". Così, intervistata da Labitalia, Morena Piccinini, presidente dell'Inca Cgil, sull'incontro di oggi tra i patronati e il presidente del Senato Grasso sui tagli ai fondi dei patronati in legge di stabilità.

"Per noi -spiega Piccinini- è stato un risultato importantissimo, in così poco tempo, avere così tante adesioni, tanta sensibilità in Italia e all'estero. E' indubbio che il lavoro svolto dai patronati, spesso 'silenzioso', meno evidente agli occhi 'esterni', in realtà si rivolge a tutti i cittadini, in modo gratuito. Possiamo dire di essere l'ultima parte del welfare gratuito, e senza di noi sappiamo bene che la maggior parte dei cittadini non saprebbero come fare per esercitare i loro diritti".

"Abbiamo rappresentato -continua Piccinini- al presidente questi aspetti, oltre all'interesse che ha la pubblica amministrazione, nella sua riorganizzazione, ad avere dei patronati che possono intermediare quelli che sono i rapporti tra la Pa medesima e il singolo cittadino. Ci pare di avere avuto delle grandi manifestazioni di partecipazione da parte sia del presidente che del vicepresidente".

E l'azione dei patronati di certo non si ferma qui. "Noi adesso aspettiamo rapidamente -spiega ancora Piccinini- i tempi della commissione bilancio del Senato. Sappiamo che sono stati presentati già parecchi emendamenti per eliminare il taglio ai fondi, che permane anche dopo la lettura alla Camera, seppure sia stato già dimezzato rispetto al taglio originario".

"Speriamo, confidiamo sul fatto - sottolinea - che questa sensibilità, che sappiamo essere di tanti senatori, porti a un lavoro proficuo in commissione Bilancio in modo tale che questa legge di stabilità possa essere perfezionata, ripristinando quelle che sono le funzioni dei patronati e il rapporto che avranno con i cittadini".

Se invece i tagli dovessero restare, attacca Piccinini, "ci sarebbero 3mila posti di lavoro a rischio, e quindi tremila famiglie che rischierebbero complessivamente nel contesto dei patronati di dover subire una decurtazione del loro posto di lavoro, del loro reddito".

"Il paradosso - avverte - sarebbe proprio questo. E cioè che una norma di questo genere non porterebbe beneficio a nessuno. Non porterebbe beneficio ai cittadini che non troverebbero risposte in altri, a meno di non rivolgersi a un mercato molto oneroso. Non porterebbe giovamento alla pubblica amministrazione, a partire dagli enti previdenziali, Inps e Inail, e non porterebbe assolutamente giovamento, ma bensì danni pesantissimi, per tante famiglie che vedrebbero davanti il rischio della perdita del posto di lavoro".

"Gli enti di patronato -sottolinea Piccinini- non hanno margini di profitto. Noi abbiamo dedicato tutte le nostre risorse a permettere l'insediamento sul territorio. Complessivamente, abbiamo 11mila persone che dislocate su tutto il territorio nazionale stanno dando le risposte su tutti i versanti. Per non parlare del nostro ruolo all'estero, dove, dopo la chiusura di molte sedi consolari, i patronati sono l'unica risposta al soddisfacimento di un bisogno sociale dei cittadini italiani all'estero, che diversamente non avrebbero nessuna risposta".

(video)

(audio)

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