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Piero Angela: "Stupito da furti di opere d'arte alla Rai"

11 giugno 2021 | 18.15
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"Ma un tempo vi erano meno sorveglianza e meno controlli"

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La sede Rai

"Mi stupisce sapere che abbiano rubato un centinaio di opere d'arte dentro la Rai. Certo, il 'vizio' di accaparrarsi un oggetto artistico presumibilmente di grande valore è sempre esistito, ovunque, sia per realizzare un guadagno illecito dalla vendita sia per il semplice gusto di esporlo in casa o nella propria villa privata: del resto, ci sono tanti musei, anche di prestigio, che espongono al pubblico opere arrivate lì perché acquistate da mani illegali". E' quanto osserva Piero Angela, 92 anni di cui circa settanta trascorsi professionalmente in Rai, commentando all'AdnKronos la notizia sul furto nel tempo di circa 120 oggetti d'arte delle oltre 1.500 opere artistiche ospitate o esposte nelle sedi della tv pubblica.

"Per la verità, essendo le nostre redazioni poste in strutture esterne sia a Viale Mazzini che ad altre sedi Rai, non ho mai avuto occasione di ammirare da vicino queste opere - spiega Piero Angela - In ogni caso, non ho mai visto in Rai opere di autentico valore, al di là di una sala con gli arazzi. Può darsi che ci sia qualcuno, interno o esterno alla Rai, che rubi di notte qualcosa... non si può mai escludere, purtroppo. Anche se ora la sorveglianza è molto più rigida e i controlli sono molto più efficaci rispetto a un tempo".

Al di fuori del 'pianeta Rai', Piero Angela racconta un curioso aneddoto: "Quando abbiamo realizzato un allestimento con realtà virtuale al Foro Romano, facendo rivivere gli ambienti e le atmosfere dell'antica Roma, per ricordare il ritrovamento sul posto da parte degli operai di alcuni reperti archeologici, ora esposti ai Mercati Traianei, facemmo realizzare una copia tridimensionale in plastica dell'originale in marmo che appariva nelle foto dell'epoca, il frammento di un frontone, grande circa un metro per trenta centimetri. Lo ponemmo lì dove era stato trovato decenni prima, qualcuno lo ha visto, è tornato di notte e se lo è rubato, non riflettendo sul fatto che se fosse stato autentico non avrebbe potuto pesare così poco: il furto si è tradotto in una beffa per il ladro, sia che lo volesse vendere sia che lo volesse esporre come oggetto d'arte in casa...".

(di Enzo Bonaiuto)

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