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Pirelli, Tronchetti: "Più forti dopo crisi, c'è già ripresa in Cina e Usa"

31 marzo 2021 | 17.58
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(Foto Ufficio Stampa Pirelli)

"Pirelli sta uscendo dalla crisi molto più forte". Il ceo di Pirelli Marco Tronchetti Provera non ha dubbi sul futuro del gruppo dopo la crisi sanitaria innestata dalla pandemia che ha consentito di impostare "misure più globali" e di fare un uso predittivo dei dati migliore evidenziando il valore di resilienza e reattività dell'impresa che ha lavorato "bene" e vede il ritorno a valori pre-covid già nel 2022. Con una fase successiva, al 2025, in cui Pirelli in continuità strategica con il piano precedente, resta incentrata sull’High Value.

"La ripresa sta avvenendo abbastanza velocemente; c'è già la ripresa in Cina e anche negli Usa vediamo delle cifre che sostengono le nostre aspettative e addirittura vanno oltre" dice il ceo e vicepresidente esecutivo rispondendo agli analisti a cui il gruppo ha presentato oggi il piano industriale 2021-2022-2025 approvato oggi dal cda.

Il Piano, in cui gli investimenti cresceranno al 2025 tra 1,2 e 1,3 miliardi, si basa proprio su due fasi distinte di scenario a livello macroeconomico e di conseguenza si divide in una prima fase 2021-2022 in cui il faro è sul recupero dei valori pre-covid facendo leva su un "brand sinonimo di reputazione, leadership e tecnologia avanzata". Poi c'è il triennio 2023-2025: una fase di stabilizzazione sia della crescita (con un tasso medio annuo atteso nel periodo a livello globale del 3,1%, con la Cina ancora trainante con +5,3%), sia del mercato valutario.

Sul fronte della distribuzione i canali di vendita Pirelli sono "pronti a incanalare i nuovi prodotti verso consumatori" con una strategia che prevede al 2025 anche altri 5mila nuovi punti vendita diretti soprattutto in Cina e Europa centrale. Faro anche sulle due ruoto con lo stabilimento di Bollate che andrà a regime per la produzione di pneumatici da bicicletta già nel 2022.

Pirelli si concentra sullo sviluppo tecnologico (i pneumatici con i sensori per il 5G e l'Ai sono già una realtà come sottolineato oggi nel corso della presentazione) e "al momento - spiega Tronchetti - non vediamo una esigenza di aggregazione perché siamo concentrati sullo sviluppo della nostra tecnologia e dei nostri mercati: se c'è domani una opportunità di aggregare siamo pronti a farlo ma se c'è un contenuto logico. Noi siamo aperti".

Per il gruppo non c'è inoltre "assolutamente nessuna ripercussione" dalla combinazione delle cinesi ChemChina (azionista del gruppo) e Sinochem: "credo che per loro sia una buona operazione, da anni la stavano studiando - ha spiegato il ceo e vicepresidente esecutivo in conferenza stampa - noi non siamo direttamente coinvolti in quanto noi abbiamo una gestione autonoma sia per statuto che per parti". Rispondendo alla domanda di un analista il ceo ha detto infine di non vedere movimenti "in un futuro prevedibile che potrebbero modificare la struttura azionaria di Pirelli".

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