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Placido Domingo: "Incredibile, ho già 80 anni!"

20 gennaio 2021 | 16.32
LETTURA: 4 minuti

Il cantante festeggia cantando 'Nabucco' alla Staatsoper di Vienna

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Roma, 20 gen. (Adnkronos)

"Incredibile pensare che ho già 80 anni, il tempo è volato!". Placido Domingo scherza sul suo imminente compleanno. Il cantante, che domani spegnerà 80 candeline, in un'intervista alla testata online spagnola 'El Confidencial' fa il punto della sua carriera, dei suoi straordinari successi e anche degli 'inciampi': dai presunti abusi sessuali di cui era stato accusato quando era direttore della Los Angeles Opera, al recente contagio del Covid, contro il quale ha combattuto per 40 lunghi giorni. "Il pericolo c'era, poiché l'evoluzione del virus avrebbe potuto essere più veloce, più forte e, inoltre, la mia età e la mia anamnesi mi hanno messo in una situazione di rischio più elevato. Ma grazie a Dio sono stato trattato rapidamente e con successo. È andato tutto bene e ho il dono più grande di poter festeggiare i miei 80 anni", dice Domingo, che celebrerà domani il suo ottantesimo compleanno cantando 'Nabucco' alla Staatsoper di Vienna.

L'opera verrà trasmessa dalla ORF3 il 24 gennaio alle 20.30, con contenuti speciali sulla sua carriera lunga oltre mezzo secolo. “Sono felice che questi 80 anni potrò festeggiarli praticamente cantando. Purtroppo - dice il cantante - la pandemia non è ancora finita, per questo la recita sarà a teatro vuoto. Mi dispiace non poter cantare davanti al pubblico, avrei tanto voluto ringraziare tutti per i bellissimi messaggi di auguri che mi stanno inviando. Credo che tutti noi artisti abbiamo il dovere di continuare a lavorare per fare vivere la musica. Ma in attesa di tonare alla normalità il teatro deve continuare a vivere, perché tutti abbiamo un grande bisogno di cose belle e l’arte ce le può offrire”.

Una carriera folgorante per il cantante nato il 21 gennaio del '41, iniziata a Monterrey con il ruolo di Alfredo nella 'Traviata' e subito dopo con quello di Arturo nella 'Lucia di Lammermoor' accanto a Joan Sutherland a Dallas nel 1961. Dopo i debutti, l'escalation che lo porta nei maggiori teatri del mondo, dal Met alla Scala, dal Covent Garden all'Arena di Verona e alla New York City Opera, passando per Vienna, Parigi, Berlino, Roma accanto alle star del belcanto, dalla Sutherland a Montserrat Caballè, da Katia Ricciarelli a Mirella Freni, Renata Scotto, Grace Bumbry, Shirley Verrett, Raina Kabaivanska, Renata Tebaldi, Leontyne Price e molte altre. Praticamente tutte le primedonne tranne Maria Callas. "Mi sarebbe piaciuto cantare con Maria Callas. Abbiamo anche pianificato una 'Fedora' insieme. L'ho quasi convinta, ma purtroppo, alla fine, non è successo. Forse era troppo presto per me e troppo tardi per lei. La tristezza dell'ultimo periodo della sua vita mi ha impressionato molto", dice Domingo a 'El Confidencial'.

Domingo ha cantato, sia in teatro che nelle numerosissime incisioni discografiche, diretto dai più grandi maestri: Karajan, Solti, Giulini, Muti, Levine, Kleiber, Barenboim, Mehta, solo per citarne alcuni. E proprio sotto la bacchetta di Zubin Mehta, accanto a Luciano Pavarotti e Josè Carreras nel 1990 alle Terme di Caracalla, ha dato voce al famosissimo concerto dei 'Tre tenori'.

Fin dagli albori della carriera la sua voce brunita oscillava tra ruoli tenorili e baritonali, per poi esplodere come tenore lirico-drammatico e tornare in scena, negli ultimi anni, come baritono. Il prossimo 16 maggio sarà in Italia, dopo l'ultima apparizione milanese alla prima della Scala del 7 dicembre scorso, a Piacenza come direttore d'orchestra, attività che ha sempre affiancato a quella di cantante, per la 'Messa da Requiem' di Verdi. Poi il 30 luglio sarà all'Arena di Verona per il 'Domingo Opera Night' che celebra i suoi 60 anni di carriera.

Quanti ai suoi ruoli preferiti (ne ha cantati ben 151), Domingo confessa di amare Verdi più di tutti ("Verdi è il pilastro di tutta la mia carriera") e il ruolo di Otello: "Otello è Otello! Richiede un impegno fisico e mentale che non ha eguali se vuoi essere veramente credibile e avvicinarti il ​​più possibile a quanto ha scritto Verdi. Nell'anno verdiano, 20 anni fa - eppure sembra ieri - l'ho eseguito di nuovo alla Scala in apertura di stagione dopo avervi debuttato nel 1978. Ora sono completamente immerso e affascinato dai ruoli di baritono, soprattutto i personaggi che Verdi ha creato da figure paterne, ma Otello è stata la pietra miliare della mia carriera", confessa al giornale spagnolo.

E sulla vicenda dei presunti abusi sessuali torna a dire la sua: "È molto triste - dice - vedere come certe parole possano essere estrapolate dal contesto e distorte. È davvero orribile vedere quello che le persone dicono e scrivono di te, persone che non ti conoscono nemmeno e che sono comunque disposte a ferire e offendere, rappresentandoti in un modo molto diverso da come sei". E aggiunge: "Ovviamente non ho mai ostacolato la carriera di nessuno né ho commesso abusi. Non sono l'unico a dirlo, ma è confermato anche dai risultati delle due indagini interne alle quali ho collaborato strettamente. Inoltre, nei teatri di Washington e Los Angeles, dove ho ricoperto incarichi di direzione, ho sempre avuto collaboratori che lavoravano insieme a me per definire il repertorio e gli interpreti".

A 80 anni Domingo non pensa minimamente alla pensione: "Arriverà il giorno del pensionamento, e quando arriverà, ringrazierò il cielo per tutto ciò che mi ha dato. Questi 80 anni sono passati così in fretta... Ma penso ancora al futuro con lo stesso entusiasmo e ottimismo di sempre, con la differenza che allora correvo da un impegno all'altro senza avere tempo per godermi la mia famiglia, mentre ora godo ogni cosa con più calma e la vivo come un dono".

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