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Pmi: è boom prodotti smart, 645 mld dollari volume affari globale

10 giugno 2015 | 13.19
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Fino al 2019 si supererà i 1.200 miliardi di dollari.

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Un volume d’affari pari a 645 miliardi di dollari a livello globale per quanto riguarda prodotti e servizi smart. E' quanto emerge da una recente e dettagliata analisi di mercato (Market & Market, 2014), riportata da 'Smart City: opportunità per le imprese', rivista di cultura economica dell’Associazione artigiani e piccole imprese Mestre Cgia.

Secondo la rivista il settore fino al 2019 prevede un volume di affari globale che supererà i 1.200 miliardi di dollari. Si sta quindi sviluppando una crescente domanda di beni e servizi smart, non solo grazie al public procurement ma anche ad aziende che stanno creando soluzioni che promettono di ottimizzare risorse e offrire migliori servizi ad imprese e cittadini.

Me come analizza la rivista "senza una diretta correlazione, tra impresa e territorio, senza un forte radicamento territoriale, le imprese rischiano di non cogliere le opportunità offerte dal territorio e, a sua volta, il territorio stesso incontra difficoltà ad esprimere appieno la propria identità e le proprie potenzialità".

E come analizza la rivista "le città sono sempre più luoghi di sperimentazione e di adozione di servizi ottimizzati ed innovativi. I grandi progetti europei, nazionali o i piccoli progetti sperimentali locali sono occasione di collaborazioni ed alleanze strategiche, di condivisione di nuove tecnologie, di elaborazione di prodotti e servizi innovativi da parte di nuove filiere (si pensi ad esempio alla nuova rete di impresa MenoCarta.net attiva nella sfida della demateralizzazione)".

E l'approfondimento individua tre dimensioni "capaci di caratterizzare una smart city. Quella economica ovvero la capacità di attirare capitali finanziari, quindi la presenza di capitale privato o anche pubblico disposto ad investire in progetti smart. Quella del capitale umano e sociale: una città possiamo definirla smart quando sono smart i suoi abitanti in termini di competenze, di capacità relazionale, di inclusione. Inoltre quella della governance21. Ed infine quella relativa alla qualità e sostenibilità ambientale (green mobility, fonti rinnovabili, ecc.)".

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