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Pochi sacerdoti, la Cei lancia l'allarme

13 novembre 2014 | 18.22
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La crisi delle vocazioni in Italia preoccupa la Conferenza Episcopale italiana. Un vero e proprio allarme lanciato al termine dell'Assemblea generale di Assisi. Le cause del fenomeno, secondo i vescovi però non vanno cercate solo all'esterno ma anche all'interno. Occorre ridefinire i compiti dei preti e le priorità del loro ministero

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Allarme Cei per la diminuzione dei sacerdoti in Italia. Nel documento finale, a conclusione dei lavori dell'Assemblea generale, aperti dalla prolusione del presidente, il cardinale Angelo Bagnasco, e chiusi ieri ad Assisi, si legge che "le trasformazioni in corso, che non vanno cercate solo all'esterno della Chiesa, fanno registrare una contrazione numerica del clero". La Conferenza Episcopale italiana registra anche "il venir meno dell'omogeneità della cultura religiosa dei candidati, sulla quale fino a un recente passato poteva innestarsi la formazione al presbiterato".

La Cei individua nel seminario "un itinerario di vera e propria iniziazione, durante il quale le esperienze pastorali non devono relegare in secondo piano la vita comunitaria", sulla scorta della richiesta contenuta nel messaggio inviato da Papa Francesco di evitare "sia la figura dei preti clericali che rischiano di allontanare la gente dal Signore, sia la figura dei preti funzionari che svolgono un ruolo cercando lontano da Dio la propria consolazione".

Alla luce di queste esigenze, la Cei auspica "una ridefinizione dei compiti del presbitero e delle priorità da affidare al suo ministero, nonché l'importanza di individuare forme che lo aiutino a sentirsi meno oberato dal peso della gestione amministrativa".

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