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Politica: Della Valle in campo suscita gli interrogativi del Palazzo

02 luglio 2015 | 18.21
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Diego Della Valle (Infophoto) - INFOPHOTO

Nei palazzi della politica il 'verdetto' di Diego Della Valle sul governo Renzi non è passato inosservato. L'imprenditore, dopo aver parlato di un'esperienza "arrivata un po' alla fine" e invitato persino il Capo dello Stato a "prenderne atto", è stato il 'convitato di pietra' di numerosi giri di telefonate e conversazioni nei palazzi della politica della capitale. In diversi casi dall'altra parte dicevano la loro imprenditori e finanzieri lombardi. Il tutto sullo sfondo delle costanti esternazioni dell'industriale marchigiano, che spaziano dalla politica alla finanza, passando per tanti altri campi.

Minimo comun denominatore degli scambi di opinione non tanto la questione se il fondatore della "Tod's", patron della Fiorentina e munifico restauratore del Colosseo voglia scendere in campo, quanto il programma del soggetto, ora solo sociale e civico, che si chiama "Noi italiani". Su tale fronte, quello che si riesce ad evincere dalle parole dello stesso Della Valle pronunciate in diverse occasioni, è che si tratta essenzialmente di priorità legate alla sicurezza, al lavoro, all'assistenza.

Quest'ultimo versante ha dato soddisfazioni all'imprenditore, che ha creato un modello di welfare interno ai suoi stabilimenti che probabilmente ritiene replicabile nelle linee di fondo a livello nazionale. Insomma, nessuna esitazione di fronte al rischio che gli italiani vedano come fumo negli occhi un'altra organizzazione para-politica o che ne abbiano già avuto abbastanza dell'idea che un Paese si possa governare come un'azienda.

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