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Pompei, rubato affresco

18 marzo 2014 | 17.12
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Rubata a Pompei una porzione di un affresco che raffigura Artemide. Il Mibact, a quanto apprende l'Adnkronos, ha avviato un'indagine interna. Il ministero ha quindi inviato un ispettore per acquisire dati e informazioni sulla vicenda.

RUBATO UN PEZZO DELL'AFFRESCO - La Soprintendenza Speciale per i Beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia ha reso noto che ''il giorno 12 marzo è stata segnalata da un custode in servizio nella Regio VI che effettuava un giro di controllo, l'asportazione di una porzione di affresco nella Casa di Nettuno (VI 5, 3) degli Scavi di Pompei''. ''Dal sopralluogo eseguito dai tecnici della Soprintendenza e dai carabinieri di Pompei - riferisce una nota - è stato accertato che ignoti si sono introdotti nella casa, che si trova all’interno di un settore della città non aperta al pubblico, e con un oggetto metallico hanno scalpellato l’angolo superiore di un piccolo quadretto, asportando un frammento di circa 20 cm di diametro, in cui compariva la figura di Artemide. Il quadretto è sito in un piccolo ambiente (cubicolo) della casa''.

INDAGINI- ''Sono in corso indagini approfondite da parte delle forze dell’ordine per reperire tutte le informazioni ritenute utili per ricostruire esattamente le dinamiche - spiega la Soprintendenza -. In particolare sono in corso l’acquisizione di informazioni sulle attività di vigilanza del personale di custodia anche nei giorni precedenti al furto e la visualizzazione delle riprese delle telecamere del sito archeologico per poter risalire agli autori del furto. La notizia del furto è stata finora tenuta riservata per non compromettere il risultato delle indagini in corso, particolarmente delicate''.

PROCURATORE - "Nei furti perpetrati nelle aree archeologiche, a Pompei come altrove, quando la refurtiva è di piccole dimensioni, si può anche pensare al comportamento 'incivile' di un visitatore qualsiasi ma in questo caso più fattori fanno immaginare che il furto possa essere stato eseguito su commissione: l'area è chiusa ai visitatori, il pezzo è stato 'tagliato', difficile che un turista potesse entrare in quella domus e avesse a disposizione i mezzi necessari al furto", ipotizza con l'Adnkronos il titolare della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata, Alessandro Pennasilico, nella cui competenza territoriale ricadono appunto gli Scavi di Pompei.

Per il Procuratore "il primo passo è ora riuscire a determinare con precisione il momento nel quale il furto è stato compiuto". Una data precisa aiuterebbe anche a utilizzare al meglio quanto può essere recuperato dai filmati di videosorveglianza. "E' vero che l'area in senso stretto non è coperta dalla videosorveglianza ma ci sono comunque delle possibilità da sfruttare", sottolinea. Quanto alla possibilità che nella vicenda sia coinvolta la camorra, il Procuratore osserva che "la criminalità organizzata è sempre molto attenta, a tutto" ma "forse è eccessivo ipotizzare un coinvolgimento specifico per questo tipo di crimine".

A GENNAIO RESTITUITO ALTRO FRAMMENTO SCOMPARSO - La scomparsa del frammento di affresco raffigurante Artemide dalla Casa del Nettuno non è l'unico caso recente di sottrazione dagli scavi di Pompei, ha un precedente che si è però già concluso positivamente: a gennaio scorso, secondo quanto si apprende da fonti delle forze dell'ordine, la Soprintendenza archeologica si era infatti vista recapitare un pacchetto contenente un frammento di pochi centimetri. Il frammento raffigurava un decoro di foglie, probabilmente appartenente a una decorazione rimossa dalla domus di provenienza e sottoposta a restauro in un laboratorio specializzato all'interno dell'area archeologica. Il pacchetto risultò inviato da Firenze ma con mittente 'fantasma'.

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