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Ponte Genova, l'esperto: "Giusto mantenere il tracciato originario"

03 agosto 2020 | 17.16
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Marco Ponti all'Adnkronos: "Limiti di velocità si spera saranno irrilevanti dato il traffico"

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(Fotogramma)

Quando mancano poche ore all’inaugurazione del nuovo ponte San Giorgio di Genova, costruito in 15 mesi per sostituire il ponte Morandi crollato il 14 agosto 2018 causando 43 vittime, si ritorna sulla discussa decisione di mantenere le traiettorie originarie di ingresso e uscita dal viadotto, nonostante le curve siano troppo strette per gli standard attuali. “Da un punto di vista strategico mi è sembrata una scelta perfettamente sensata”, spiega all’Adnkronos Marco Ponti, esperto di pianificazione dei trasporti, già coordinatore del gruppo di esperti incaricato di redigere l’analisi costi-benefici sulla Tav Torino-Lione. Da economista, il professore spiega che “per intervenire su quelle due rampe sarebbero serviti altri due anni di lavori. Con il grave problema di mobilità che vive Genova, è stato giusto mantenerle così”.

I limiti di velocità più bassi rispetto al passato nei due punti in questione, imposti proprio per garantire la sicurezza sui raccordi troppo stretti, “si spera che avranno un’incidenza irrilevante sul traffico”, prosegue Ponti, “d’altronde si tratta di un collegamento così densamente trafficato da sembrare quasi una strada urbana”.

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