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Ponte Morandi, Mattarella: "Ripartire e ricostruire cultura sicurezza"

14 agosto 2020 | 08.07
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Lettera del Capo dello Stato in occasione del secondo anniversario del crollo

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(Foto Quirinale)

"Non è possibile dimenticare lo sbigottimento recato dalle prime notizie, le drammatiche conferme, il numero dei morti che cresceva, l’impegno generoso dei soccorritori, il dolore profondo e composto dei familiari delle vittime, la desolazione di chi aveva perso la propria casa, la solidale e dignitosa risposta di Genova, città profondamente ferita, la vicinanza di tutta l’Italia. Quel tragico evento è stato vissuto anche come simbolo di contraddizioni presenti del nostro Paese, nel quale modernità, genio e sviluppo convivono con incurie inaccettabili e con antiche negligenze. Il nuovo, bellissimo, Ponte di San Giorgio - disegnato dal genio genovese di Renzo Piano, realizzato in tempi lodevolmente rapidi e inaugurato pochi giorni addietro - ha sanato il vulnus infrastrutturale, dando prova della straordinaria capacità italiana di rialzarsi da traumi e sciagure". Ad affermarlo è il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in una lettera scritta per 'il Secolo XIX' in occasione del secondo anniversario del crollo del ponte Morandi.

"Si è trattato di una cerimonia sobria e rispettosa dei sentimenti di dolore e di speranza che il nuovo Ponte suggerisce: per il ricordo incancellabile di chi ha perso la vita e per il desiderio di rilancio della comunità cittadina. Prima della inaugurazione ho incontrato in Prefettura alcuni rappresentanti dei familiari delle vittime. È stato un momento che conserverò nella mia memoria", sottolinea il Capo dello Stato.

"La loro giusta richiesta di verità e giustizia per i propri cari, inghiottiti dal crollo del ponte, è stata accompagnata dalla forte e sofferta esortazione che vengano in ogni modo evitati in futuro disastri simili con nuovi lutti e nuove vittime", aggiunge. Da questa sollecitazione, conclude, "occorre ripartire - mentre prosegue, con doverosa determinazione, l’azione di accertamento delle cause e delle responsabilità del crollo - per sviluppare e, per qualche aspetto, ricostituire una affidabile cultura della sicurezza, di adeguata manutenzione e del controllo che coinvolga e responsabilizzi imprese, enti pubblici, istituzioni locali e nazionali, università, mondo della ricerca. Per la Repubblica non esistono valori più alti della vita e della libertà dei propri cittadini. Valori che non si traducono in una mera enunciazione di principio, ma in un impegno concreto e vincolante".

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