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Popolare di Bari, Conte: "Non tuteliamo banchieri"

14 dicembre 2019 | 12.40
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Il premier all'indomani delle tensioni generate dal commissariamento dell'istituto bancario e il Cdm convocato per l'esame di un decreto legge: "Chiarito con Italia viva, gli obiettivi sono condivisi". E sottolinea: "Avremo una sorta di Banca del Sud". La ministra Bellanova: "Iv c'è, ma non ad occhi bendati"

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''Ho sentito Marattin. C'è stato un chiarimento, con Italia Viva gli obiettivi sono condivisi''. Ad affermarlo il premier Giuseppe Conte rispondendo sulle tensioni generate dal commissariamento della Banca popolare di Bari . "Non tuteliamo nessun banchiere ma sollecitiamo tutte le azioni di responsabilità. Non possiamo permettere che queste situazioni finiscano senza nomi e cognomi'', ha detto ancora Conte aggiungendo: "Noi non resteremo mai indifferenti di fronte alla situazione critica di una banca, dietro questa banca in particolare ci sono 70mila azionisti e tanti correntisti. Noi vogliamo tutelare al massimo i risparmiatori".

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I nuovi commissari di Banca Popolare di Bari, Enrico Ajello e Antonio Blandini, si sono insediati in banca e oggi hanno incontrato i dirigenti per un primo faccia a faccia. In questa occasione, come ha spiegato all'Adnkronos quello che fino a ieri era il presidente dell'istituto, Gianvito Giannelli, i commissari hanno ricevuto rassicurazioni sulle condizioni dell'istituto. La continuità della banca è confermata e così la sicurezza di conti correnti e depositi. "Da parte nostra c'è il massimo rispetto per la decisione dell'autorità e la massima disponibilità a collaborare con i commissari. Abbiamo dato la massima assicurazione sulla piena continuità dell'azienda e c'è un clima sereno e collaborativo da parte di tutti", ha detto Giannelli.

In attesa che il governo domani vari un decreto ad hoc, che potrebbe stanziare fino a un miliardo di euro di soldi pubblici per Bari, sembra molto probabile che l'iter del salvataggio possa slittare di qualche settimana e non sia più chiuso entro il 20 dicembre. Fonti finanziarie spiegano che i commissari dovranno prendere visione di conti, bilanci e anche del piano industriale già predisposto dalla banca e dai suoi advisor. Il progetto 'politico' è grossomodo tracciato: il governo vuole fare della Popolare di Bari una banca pubblica che investa nel Meridione.

Lo ha spiegato lo stesso premier, Giuseppe Conte: "Interverremo attraverso uno strumento che è nella pancia di Invitalia, Mediocredito Centrale. Cerchiamo di fare di necessità virtù. Assicureremo le necessarie risorse per poi, con il fondo interbancario, intervenire per rilanciare la Pop Bari. Avremo una sorta di Banca del Sud degli investimenti a partecipazione pubblica".

Il decreto ricapitalizzerà Invitalia e, di conseguenza, Mediocredito Centrale, che potrebbe iniettare nella popolare pugliese almeno 500 milioni, secondo indiscrezioni. Ma "qualsiasi cifra è prematura", spiega una fonte. Il resto potrebbero metterlo il Fondo interbancario di Tutela dei Depositi e altri partner, ancora da trovare. Tutto è comunque "assolutamente in una fase iniziale", spiega all'Adnkronos una fonte del Fitd, che nel 2019 ha già messo in sicurezza Banca Carige e forse farebbe fatica a trovare consensi tra le banche aderenti per un'operazione della stessa portata. La prossima riunione del Fondo è il 18 dicembre, a Milano, ma sul tavolo non c'è, almeno ufficialmente, il tema della popolare, da cui il Fitd ha ricevuto una generica richiesta di intervento. "La riunione è convocata da tempo per questioni di budget e altri temi ordinari", spiega la fonte.

La decisione di commissariare la banca è arrivata quando erano ancora in corso le ispezioni di Bankitalia e uno dei motivi, si è appreso, sarebbe stato proprio lo stallo nel riassetto dell'istituto, da mesi in cerca di soluzioni per ripristinare le soglie patrimoniali minime e vendere un pacchetto consistente di crediti deteriorati.

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