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Portland, calci in testa a un uomo: sotto accusa militanti Black Lives Matter

18 agosto 2020 | 15.49
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Afp

Episodio di violenza durante una manifestazione del movimento Black Lives Matter a Portland, nell'Oregon. Come riporta l''Independent', un uomo è stato ricoverato in ospedale dopo essere stato tirato fuori dalla sua auto e aggredito fisicamente da alcuni presunti manifestanti, uno dei quali l'ha colpito alla testa con un calcio.

L'aggressione, di cui l' 'Independent' ha pubblicato le immagini, è avvenuta domenica notte all'intersezione tra la Broadway e Southwest Taylor Street, a pochi isolati dal tribunale federale e da altri palazzi obiettivi delle recenti proteste.

I video pubblicati su Twitter da alcuni giornalisti locali sembrerebbero indicare che prima dell'aggressione ci sarebbe stata una lite tra l'uomo e un gruppo di manifestanti, alcuni dei quali si vedono gridare e battere contro le portiere dell'auto. L'uomo a quel punto avvia l'auto, ma dopo alcuni isolati si schianta per cause ancora da chiarire.

I video successivi mostrano l'uomo lamentarsi con i manifestanti fuori dall'auto incidentata e poi venire spinto a terra prima di essere picchiato e preso a calci alla testa da un presunto manifestante che lo sorprende alle spalle, lasciandolo apparentemente privo di sensi. Intorno a lui si forma subito un capannello: si sentono alcune voci gridare "chiamate i servizi di emergenza", altri sembrano accusarlo di essere un suprematista bianco.

Il video dell'aggressione e delle sue conseguenze è stato ampiamente condiviso dai commentatori e dagli utenti Twitter di destra che lo indicano come prova che Black Lives Matter e altri movimenti antirazzisti e anti-polizia sono responsabili di violenze contro un uomo disarmato.

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