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Post 'blasfemo' su Facebook, scatta il linciaggio in Pakistan: uccise una donna e due bambine

28 luglio 2014 | 11.39
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A fuoco le case della città nella città di Gujranwala, nella provincia centrale del Punjab, dove risiedono i seguaci di una setta minoritaria. Nel paese dal 1968 almeno 1.300 persone sono state accusate di blasfemia e circa 60 sono state uccise

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Una folla inferocita a causa di un post pubblicato su Facebook da un membro della setta islamica minoritaria della Ahmadiyya ha appiccato il fuoco a diverse case nel Pakistan orientale, uccidendo una donna e due sue nipoti. E' quanto ha dichiarato il funzionario di polizia Malik Asghar, secondo cui decine di uomini armati della comunità musulmana sunnita hanno attaccato un quartiere residenziale della Ahmadiyya nella città di Gujranwala, nella provincia centrale del Punjab, poco dopo la mezzanotte di domenica.

La folla ha cosparso le case di petrolio e ha appiccato il fuoco, uccidendo una donna sulla cinquantina e due bambine di sette e un anno, ha detto Asghar.

Gli scontri sono iniziati dopo che un ragazzo della setta Ahmadiyya ha condiviso sul diario di un amico sunnita su Facebook un post che altri compagni musulmani hanno considerato blasfemo. La polizia ha precisato che il creatore del post viveva in passato nello stesso quartiere che è stato attaccato la notte scorsa.

Le uccisioni e le persecuzioni di membri delle minoranze religiose sono frequenti in Pakistan, dove urtare i sentimenti religiosi dei musulmani può avere come conseguenza l'accusa di blasfemia, che è punibile con la condanna a morte.

Stando all'ufficio diritti umani del ministero per gli Affari legislativi pakistano, dal 1986 a oggi circa 1.300 persone sono state accusate di blasfemia e circa 60 sono state uccise prima della conclusione del processo.

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