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Prada, la luce in fondo al tunnel

20 giugno 2021 | 15.12
LETTURA: 4 minuti

Per la spring summer 2022 dedicata al menswear la stilista con Raf Simons immagina una fuga al mare. Obiettivo creare "un senso di utopia, ideale, speranza e positività" spiegano i creativi. La gioia il sentimento primario che fa da fil rouge alla collezione

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Un frame della collezione con i capi della ss 2022 Prada

I modelli che si muovono in un tunnel rosso, spoglio e labirintico, senza punti di riferimento, camminando ad ampie falcate verso una spiaggia bianca, illuminata dalla luce del sole che si riflette sul mare cristallino. Parte da qui Prada per lo show spring summer 2022 dedicato all'uomo, usando una metafora neanche troppo velata dell'uscita dalla pandemia e della ritrovata voglia di passare finalmente del tempo all'aria aperta, liberi da costrizioni.

"Un senso di utopia, di ideale, di speranza e positività. Immergersi nella natura, andare in spiaggia, è sinonimo di libertà. È utopico. È davvero un bisogno primario, ma anche un bisogno intellettuale" spiega Miuccia Prada, che racconta così il mood che fa da filo rosso alla collezione disegnata in tandem con Raf Simons. "Il mondo è così complicato, troppo complicato - sottolinea la stilista - ed è facile perdere di vista l'essenza della vita umana. Da diverse stagioni quest'idea mi interessa e la stiamo esplorando in modi diversi. Veniamo da collezioni incentrate sulla tecnica e sulle macchine, che riflettevano la necessità della tecnologia. Anche la campagna primavera/estate 2021 partiva da questo principio, infatti è stata realizzata senza fotografo. Ora stiamo pensando al contrario: all’umano, al reale. Il nostro interesse per la tecnologia nasceva dal suo ruolo come strumento di comunicazione per l’umanità. Ma questa espressione è molto più diretta".

Per l’allestimento della sfilata, realizzata a Milano presso il Deposito di Fondazione Prada, e in Sardegna, Amo ha immaginato una misteriosa fuga estiva che si conclude in uno spazio in cui natura e artefatto interagiscono. Percorrendo il tunnel rosso e tortuoso, siamo portati in un ambiente nuovo ma familiare. Sdraiati sulla sabbia tra massi di granito o galleggianti sul mare limpido, oggetti rossi in legno apparentemente incagliati si godono il paesaggio incontaminato: un incontro surreale con la natura, un’inattesa infrastruttura balneare.

In passerella largo a rompers stampati e a tinta unita, giacche sartoriali e giubbotti di pelle, che si alternano a shorts in maglia e felpe in spugna e maglie optical. E ancora il copricapo in vinile è abbinato al tradizionale bucket hat della griffe meneghina, rivisitato per questa stagione con portaocchiali e portaoggetti a forma triangolare sul retro. In spalla e in mano pratiche shoppers colorate e secchielli trinagolari, mentre a dettare il passo stringate colorate e sandali flat.

La sfilata rappresenta una transizione, da un tunnel, uno spazio urbano, si arriva al mare - rimarca Raf Simons -. Non volevamo fosse complicata: la storia è pura, diretta. Un passaggio dagli spazi interni a quelli esterni. Dopo la costrizione, la potenza di quel senso di infinito, di un orizzonte senza fine, ci restituisce la sensazione di libertà. È la natura umana. Quello che ci interessa è: come possono fondersi insieme questi due momenti e questi due ambienti? Un contrasto tra il sistema dell’industria della moda - la sfilata - e la natura. Nella precedente collezione autunno/inverno abbiamo iniziato a presentare atteggiamenti diversi del cast, e qui vediamo i modelli in un altro contesto, un altro ambiente e un’altra realtà. Li vediamo liberi, completamente, nella realtà. È naturale".

L’idea di semplicità e di umanità trasmessa dall’ambientazione in spiaggia, e da questa sfilata, sottolinea il creativo belga, "non è un rifiuto di quello che c’è stato prima". Le ultime due collezioni, ricorda Simons, erano incentrate "sulla tattilità, sulle sensazioni. Le nostre collezioni Prada esplorano diverse espressioni di umanità, delle persone e delle emozioni. Stavolta, la collezione è molto semplice, pratica, ma sempre elegante. Molti i capi per il mare, ma anche capi sartoriali. Tutto molto puro, molto semplice. Non ci sono silhouette sovraccariche. Le stesse silhouette per entrambe le soluzioni, in città e in spiaggia, appropriate, ma in modi differenti. Il corpo è spesso in mostra. Una collezione, per usare le parole del creativo, che "celebra la bellezza del corpo umano e la sua libertà".

Il sentimento primario nel raccontare questa 'urgenza dei sentimenti', è la gioia. "È quasi come un ricordo d’infanzia - fa notare Simons - la gioia di un bambino che va al mare, il più semplice e puro dei piaceri. In tutta la sua semplicità, molto significativo e senza tempo". E dello stesso avviso è Miuccia Prada: "Ciò che questa collezione e questa sfilata vogliono catturare è la gioia del quotidiano - spiega - l’idea che vivere la propria vita può essere un’esperienza esaltante. Da una cosa semplice può scaturire una gioia immensa: quando i tempi si fanno complicati, cerchiamo piaceri essenziali e diretti: l’innocenza". (di Federica Mochi)

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