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Prefetto Latina: 'informazione in indiano e capannoni screening per tracciare positivi'

27 aprile 2021 | 16.27
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"Da giorni, da quando abbiamo visto il primo caso di 350mila infetti in India, abbiamo deciso di fare una sorta di intensificazione dei contatti. Sul territorio sono quasi 15mila gli indiani regolari, e si paventa che ce ne siano altrettanti irregolari: siccome questo è il periodo della raccolta, che vede impegnati moltissimi di loro, abbiamo deciso di valutare una serie di operazioni condivise con la Regione Lazio, con la Asl e i sindaci del territorio pontino. Sul campo abbiamo una serie di misure, a partire dall'intensificazione negli aeroporti per capire se ci sono arrivi dall'India e lì fare arrivare dei depliant informativi in indiano, indirizzare tutti gli arrivi al concetto di quarantena come fatto necessario per garantire la salute della propria comunità e di tutti, e fornire eventualmente qui in provincia dispositivi protezione". Sono le misure definite al termine della riunione che si è da poco conclusa in prefettura a Latina sul rischio variante indiana e illustrate all'Adnkronos dal Prefetto di Latina, Maurizio Falco.

L'impegno è già al massimo per contenere l'eventuale diffusione del virus sul territorio a vocazione agricola con una delle più alte percentuali di indiani impegnati nei campi. "Nel frattempo sono stati mandati all'Istituto Spallanzani alcuni campioni dei 275 positivi rilevati dal primo marzo ad oggi, di cui 37 bambini - spiega - per capire se la variante sia quella inglese o si manifesti invece con le due forme della variante indiana. Siamo ancora in attesa delle risposte ma da giovedì a Sabaudia si parte già con i capannoni dello screening, poi a Pontinia dal 7 al 9 maggio stiamo cercando di anticiparlo: la Asl ha promesso di farlo in tutti i 7 comuni dove insiste la comunità indiana, quindi anche a Fondi, Latina, Terracina, San Felice Circeo e Aprilia. Abbiamo già incontrato i rappresentanti della comunità indiana del territorio, cerchiamo la loro condivisione affinché diffondano a livello capillare l'intenzione della nostra governance".

Il rischio è, infatti, che quanti non sono in regola con i documenti si sottraggano all'invito a sottoporsi al tampone. "Siccome a noi interessa il risultato sanitario, qualora l'emergenza sia confermata dallo Spallanzani, stiamo cercando di far capire che si tratta di una operazione per garantire la salute umana. Nel nostro territorio ricevono cure essenziali sanitarie anche gli stranieri temporaneamente presenti che non hanno una situazione di regolarità - continua il Prefetto - C'é della fiducia da costruire, dovremmo fare ogni azione possibile. Se non fossimo vincenti nell'invito a fare i tamponi nelle sedi che stiamo scegliendo, stiamo valutando anche l'opportunità di utilizzare delle associazioni umanitarie famose per far sì che con strutture mobili sanitarie vadano loro nei territori dove ci sono queste situazioni, garantendo l'operazione di prevenzione sanitaria a prescindere dall'individuazione eventuale di irregolarità di soggiorno". (di Silvia Mancinelli)

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