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Giornalismo: premio Giustolisi, in Senato la quarta edizione

15 gennaio 2019 | 19.15
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Franco Giustolisi a cui è intitolato il premio sul giornalismo d'inchiesta

Se oggi ha ancora un senso parlare di fascismo e antifascismo il Premio "Franco Giustolisi - Giustizia e Verità" per il giornalismo d'inchiesta sta a dimostrarlo. E' intitolato a Franco Giustolisi, firma storica dell'"Espresso", che fu il primo a parlare dei fascicoli nascosti nel cosiddetto "Armadio della vergogna" sugli eccidi compiuti dai nazifascisti, durate la seconda guerra mondiale. Crimini per i quali continuò -fino alla fine, nel 2014- a cercare giustizia.

Il premio, giunto alla sua quarta edizione -dopo le precedenti tenute a Stazzema, Marzabotto e Boves- quest'anno è stato dedicata ai 33 martiri di Capistrello, comune abruzzese in provincia dell'Aquila, teatro nel 1944 di una delle stragi più feroci compiute in Italia da nazifascisti, in cui vennero uccisi civili innocenti, tra i quali un bambino.

La cerimonia di conferimento del riconoscimento è stata ospitata in Senato, dove è intervenuta la vice presidente di Palazzo Madama, Anna Rossomando: "Ho avuto l'onore e il piacere -ha detto la vice presidente- di rappresentare il Senato durante la cerimonia del Giustolisi, riconoscimento che premia il talento, la fatica e il coraggio del giornalismo d'inchiesta. Non esistono democrazie avanzate senza una vera autonomia, libertà e indipendenza del giornalismo, della sua funzione e del suo ruolo".

Premi ai giornalisti dell'Espresso e a Lucia Annunziata per la carriera

La sala Koch era affollata non solo da cronisti e personalità del mondo della cultura e della politica (l'ex presidente del Senato Pietro Grasso, l'ex ministro di Giustizia Flick, il direttore dell'Espresso Marco Damilano), ma anche dai bambini e ragazzi degli istituti scolastici di elementari e medie di Canistro, vicino Capistrello, che durante l'anno scolastico hanno realizzato disegni e temi (alcuni esposti nell'anticamera della Sala Koch) su una drammatica vicenda che, in quei luoghi, ha coinvolto parenti e amici.

I premiati dell'edizione 2018 sono stati per la sezione "Giustizia e Verita'": Giovanni Tizian e Stefano Vergine de l'"Espresso", ex aequo con Martina Castigliani di "Fq Millenium". Il riconoscimento 'alla carriera' è andato a Lucia Annunziata, direttrice di "Huffington Post". Per la sezione "Fuori dall'Armadio, promossa dalla Presidenza del Senato della Repubblica, è stato premiato Alessio Zucchini del Tg1, che ha scovato e intervistato un ex criminale nazista in Baviera. Il premio speciale della giuria, "Una Vita per il giornalismo", è stato attribuito ex aequo a Toni Mira di "Avvenire" e a Carlo Paris corrispondente Rai. Il premio letterario, invece, anch'esso un ex aequo è andato a Jacopo Iacoboni di "La Stampa" e a Pablo Dell'Osa. Assegnate, infine, due menzioni speciali a Fausta Speranza di Radio Vaticana per il reportage sul Messico e a Maurizio Di Schino di Sat 2000 per i numerosi lavori svolti in Congo.

Della giuria è presidente Sandra Bonsanti, giornalista di Repubblica, direttrice del "Tirreno", presidente emerito di Libertà e Giustizia; ed è composta da Marco Biacchessi, Marzio Breda, Silvia Garambois (che ha condotto la cerimonia di premiazione), Livia Giustolisi figlia di Franco, Bruno Manfellotto, Marcello Masi, Virginia Piccolillo, Marcello Sorgi, Luigi Vicinanza e Lucia Visca. Mentre il presidente onorario Roberto Martinelli, ricordato da Breda, è scomparso da poco.

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