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Iraq: presidente Eurames, Is ha un patrimonio di 2 mld dollari

26 agosto 2014 | 16.27
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Lo Stato Islamico (Is) "è al momento l'organizzazione terroristica più ricca al mondo, con un patrimonio di circa due miliardi di dollari". Lo sostiene in un'intervista ad Aki-Adnkronos international uno dei massimi esperti europei sul Medio Oriente, Gunter Meyer, docente dell'università di Magonza e presidente di Eurames, associazione europea per gli studi sul Medio Oriente.

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Lo Stato Islamico (Is) "è al momento l'organizzazione terroristica più ricca al mondo, con un patrimonio di circa due miliardi di dollari". Lo sostiene in un'intervista ad Aki-Adnkronos international uno dei massimi esperti europei sul Medio Oriente, Gunter Meyer, docente dell'università di Magonza e presidente di Eurames, associazione europea per gli studi sul Medio Oriente.

Secondo l'esperto, "all'inizio l'Is era sostenuto soprattutto da sponsor privati, in particolare dall'Arabia Saudita, ma anche da Kuwait ed Emirati". Con la conquista di alcune aree del nord della Siria a partire dal 2013, il gruppo guidato da Abu Bakr al-Baghdadi "ha iniziato a guadagnare dalla vendita di petrolio alla Turchia e al governo siriano attraverso dei broker", ha dichiarato Meyer.

"Inoltre - ha precisato l'esperto - hanno ricevuto riscatti dai sequestri, raccolto denaro ai posti di blocco e tasse doganali al confine turco. Poi hanno tratto guadagni enormi dai saccheggi e dalla vendita di preziosi manufatti trafugati da musei e siti archeologici".

"Dopo l'occupazione di Mosul (città dell'Iraq settentrionale conquistata a giugno, ndr), i miliziani dell'Is hanno rubato circa 500 milioni di dollari dalla Banca Centrale e da altre istituzioni finanziarie - prosegue Meyer - Le recenti conquiste dai maggiori pozzi di petrolio in Siria, infine, garantiscono all'Is una rendita mensile stimabile intorno ai 100 milioni di dollari".

Secondo l'esperto tedesco, l'Is può contare anche su una fitta rete di sostenitori composta da "ong di ispirazione salafita in Arabia Saudita che raccolgono donazioni da parte di salafiti facoltosi e le trasferiscono all'Is oppure acquistano armi all'estero per questa organizzazione".

Meyer non crede invece a un ruolo del Qatar nel finanziamento dell'Is. "Doha - è la sua opinione - sostiene in particolare quei gruppi che seguono l'ideologia dei Fratelli Musulmani e che è opposta alla posizione salafita dell'Is".

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