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Processo Stamina, al via l'udienza preliminare per Vannoni. In 30 vogliono essere parte civile

04 novembre 2014 | 13.30
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Tredici gli imputati davanti al gup tra cui l'inventore del controverso metodo di cura, che non è in aula. Il legale: "Se si andrà a dibattimento, porteremo in aula tutti i pazienti che hanno avuto beneficio"

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Sono una trentina le richieste di costituzione di parte civile formulate in apertura dell'udienza preliminare per il padre di Stamina Davide Vannoni e altri 12 indagati nell'ambito dell'inchiesta per associazione a delinquere e truffa coordinata dal pm Raffaele Guariniello.

A chiedere di essere parte lesa nel procedimento sono stati, tra gli altri, la Regione Lombardia, gli Spedali Civili di Brescia, l'ordine dei medici di Torino, Altroconsumo, Casa del Consumatore e l'associazione Medicina Democratica, oltre ad alcuni pazienti. Tra questi Nicola Manduco, 54 anni. "Si è fatto pagare 50mila euro. Ho fatto due infusioni, ma mi facevano solo stare male e quindi mi sono fermato", ha raccontato uscendo dall'aula. L'uomo, affetto da sindrome celebrale provocata dal Citomegalovirus, ha raccontato di aver pagato per cinque infusioni, ma dopo averne fatte due a Trieste nel 2009 "sono subito peggiorato. L'avevo fatto - ha spiegato - perché Vannoni mi aveva fatto vedere un filmino di un ballerino russo che prima era malato e poi ballava".

L'udienza, che ha preso il via questa mattina nell'aula 3 del Palagiustizia di Torino, ha stata aggiornata al prossimo 15 novembre quando il gup Potito Giorgio dovrà decidere sull'ammissione delle parti civili e sull'eventuale responsabile civile. Il pm Raffaele Guariniello ha annunciato che parlerà il 7 gennaio.

Le accuse vanno dall'associazione a delinquere finalizzata alla truffa alla somministrazione di farmaci diversi da quelli dichiarati e altri reati. In particolare a Vannoni, che non è presente in aula, la procura contesta anche l'esercizio abusivo della professione medica, la diffamazione e la sostituzione di persona.

Legale Vannoni, se processo porteremo centinaia pazienti che avuto benefici - A difendere il presidente di Stamina Foundation, l'avvocato Liborio Cataliotti, per il quale "se si andrà a dibattimento, porteremo in aula tutti i pazienti che hanno tratto beneficio dalle cure di Vannoni e che sono centinaia". "Dagli atti della procura - ha rilevato il legale - risultano 114 pazienti, ma solo un decimo di essi oggi ha chiesto di costituirsi contro il nostro assistito". L'avvocato Cataliotti ha spiegato poi che chiederanno di produrre "tutte le ordinanze dei tribunali che hanno imposto le cure e chiederemo di citare tutti i giudici, ne porteremo in aula oltre 200". L'avvocato Pasquale Scrivo ha poi sostenuto che "c'è una voragine nel processo, nessuno ha mai verificato se ci furono benefici nei pazienti, che furono effettivi. Perché non è stato assegnato ai consulenti di parte uno studio scientifico? Sono centinaia i pazienti non costituiti oggi che hanno avuto benefici dal metodo Stamina", ha concluso.

Le indagini dei carabinieri del Nas di Torino, coordinate dal pm Raffaele Guariniello, riguardano episodi dal 2006 ad oggi. Sotto la lente di ingrandimento degli investigatori la metodica Stamina praticata da Vannoni e collaboratori dallo scantinato di via Giolitti a Torino fino agli Spedali Civili di Brescia. Un centinaio le parti lese individuate dal magistrato durante le indagini.

Tra gli indagati ci sono anche Carlo Tomino, responsabile dell'Ufficio ricerche e sperimentazione dell'Agenzia italiana per il farmaco (Aifa), che secondo l’accusa non avrebbe ostacolato il progetto Stamina come avrebbe dovuto, e quattro medici degli Spedali Civili di Brescia: il direttore sanitario, Ermanna Derelli, il direttore dell’Unità oncologica pediatrica, Fulvio Porta, la responsabile del coordinamento ricerca clinica, nonchè membro del Comitato Etico, Carmen Terraroli e il dirigente biologo responsabile del laboratorio sulle cellule staminali, Arnalda Lanfranchi. Il pm Raffaele Guariniello ha chiesto il processo oltre che per il guru di Stamina, Davide Vannoni, anche per quello che è considerato il suo braccio destro, il medico Marino Andolina e altri sei medici e collaboratori: Erica Molino, Gianfranco Merizzi, Leonardo Scarzella, Marcello La Rosa, Roberto Ferro e Andrea Losana.

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