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Processo trattativa, Salvatore Borsellino: "Amareggiato, Paolo morto invano"

23 settembre 2021 | 20.04
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"Confermata trattativa, ma fatto che Stato tratti con anti-Stato non è reato"

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"E' l'ipotesi peggiore che potessi immaginare. Aspetto di leggere le motivazioni, tuttavia la sentenza, con la condanna di Bagarella e Cinà, conferma che la trattativa c'è stata, l'assoluzione di Mori e De Donno vuol dire che quella trattativa non costituisce reato. E' l'ipotesi peggiore che potessi immaginare perché sull'altare di quella trattativa è stata sacrificata la vita di Paolo Borsellino. Questo significa che mio fratello è morto per niente". Così Salvatore Borsellino, fratello del giudice antimafia Paolo, morto nella strage di via D'Amelio, commenta con l'Adnkronos la sentenza del processo d'appello sulla trattativa Stato-mafia. 

"Sono molto amareggiato - aggiunge -. Bagarella e Cinà non possono aver fatto la trattativa da soli. Con le altre assoluzioni si afferma che il fatto che lo Stato tratti con l'anti-Stato non è reato e questo vuol dire che mio fratello è stato sacrificato per nulla. Si ammette che sull'altare di una trattativa, che io continuo a definire scellerata, è stata sacrificata la vita di un servitore dello Stato come Paolo Borsellino, che è stato ucciso perché si è opposto a questa trattativa. Questa sentenza vuol dire che in Italia non c'è giustizia", conclude. 

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