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'Promosse' le acque di balneazione ma c'è troppo cemento lungo le coste

29 luglio 2015 | 12.28
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(Infophoto)

La qualità dell'89,5% delle acque di balneazione marine è classificata come almeno sufficiente a livello microbiologico. E' solo uno dei tanti risultati che emergono dall'Annuario dei dati ambientali, presentato oggi dall'Ispra - Istituto superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale, un appuntamento con lo stato del nostro ambiente che risponde alle esigenze confermate dai dati dell'Eurobarometro 2014, secondo il quale per i cittadini italiani ed europei l'informazione ambientale è la seconda misura più efficace da attuare per affrontare le problematiche ambientali.

Tornando ai dati, quelli parziali sulle acque vedono il 60% dei fiumi (al monitoraggio hanno partecipato 16 regioni e due province autonome, per un totale di 2.440 corpi idrici e 35.144,5 km esaminati) e il 65% dei laghi (monitorati da 10 regioni e 2 province autonome, per un totale di 139 corpi idrici) in uno stato ecologico inferiore al 'buono'.

Una situazione migliore si riscontra per lo stato chimico delle acque sotterranee (Indice Scas): su 4.023 stazioni di monitoraggio, il 69,2% ricade in classe 'buono', mentre il restante 30,8% in classe 'scarso'.

Anche il mare e i litorali presentano problemi: ad esempio, nel 2014, l'alga tossica Ostreopsis ovata è stata riscontrata in 10 regioni costiere, mentre il 46% delle nostre coste basse, in 50 anni (1950-1999) ha subìto modifiche superiori a 25 metri; inoltre, nel periodo compreso tra 2000 e 2007, il 37% dei litorali ha subìto variazioni superiori a 5 metri e i tratti di costa in erosione (895 km) sono ancora superiori a quelli in progradazione (849 km).

TROPPO CEMENTO LUNGO LE COSTE - Ispra sottolinea che ben 675 km del litorale italiano, pari a circa l'8,2% del totale, sono artificializzati, soprattutto con opere di difesa costiera aderenti alla riva che occupano 414 chilometri di costa (62% del totale della costa artificializzata), con opere portuali che occupano 252 km (37% del totale) e con le colmate per i restanti 9 km. Tra 2000 e 2007 altri 14,2 km di costa sono stati artificializzati, principalmente per la realizzazione di nuove opere portuali, che hanno interessato 12,1 km (+5,7% rispetto al 2000) e di opere di difesa, che hanno coinvolto 2,1 km (+0,5%). Una buona notizia è che su 15 regioni costiere 11 sono attualmente dotate di strumenti di pianificazione che includono l'intero territorio costiero. Tra gli strumenti adottati per la gestione delle coste, l'approccio più diffuso è legato alla mitigazione dei processi di erosione.

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