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Propaganda fascista sui social, si rischieranno 2 anni carcere

09 luglio 2017 | 14.41
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Immagine di repertorio (Fotogramma)

Giro di vite contro la propaganda fascista e nazista. E' quanto prevede la proposta di legge Fiano (3243), da domani in discussione a Montecitorio, che chiede l'introduzione dell’articolo 293-bis del codice penale, puntando a punire "chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco".

Una norma che estende la legge Scelba del 1952 e poi la Mancino del '93, portando la legislazione a contemplare anche gesti individuali da punire, come il saluto romano, la diffusione di gadget ("produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli" del fascismo e del nazismo).

La nuova norma prevede "la reclusione da sei mesi a due anni" per questa fattispecie di reato, inoltre "la pena è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici".

Il primo firmatario della legge, il deputato del Pd Emanuele Fiano, spiega all'AdnKronos che l'obiettivo è quello di "voler contrastare un certo lassismo su forme esteriori di propaganda dell'ideologia fascista", anche perché "nell'attuale scenario europeo c'è terreno fertile - il mix tra crisi economica e questione migranti - è un humus adatto per le ideologie razziste e discriminatorie".

"C'è un fermento a cui non bisogna offrire la possibilità di utilizzare simboli e gesti di quella ideologia", sottolinea Fiano. Che ricorda che anche il web, i canali social "sono uno strumento strepitoso, ma senza controllo, dove senza bisogno di maestri, tanti scrivono messaggi portatori dell'ideologia fascista e nazista".

"Alle critiche che arrivano - dice poi Fiano, parlando dei Cinque Stelle che lo hanno accusato di volere una legge liberticida - rispondo ricordando che questo progetto di legge non vieta la libertà di espressione, ma la propaganda di un certo tipo di idee, cosa già prevista dalle leggi Scelba e Mancino". "Spero che la legge sia approvata entro luglio dalla Camera, e poi chiederemo ai colleghi del Senato di occuparsene a settembre", conclude il deputato dem.

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