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La frode

"Prosciutto tarocco? Non è pericoloso, solo non è buono"

11 settembre 2018 | 17.34
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Immagine di repertorio (Fotogramma/Ipa)

Più di 750mila prosciutti sequestrati, 140 allevamenti coinvolti nel traffico di falsi DOP e 250 indagati. Sono numeri dei controlli, condotti l'anno scorso dall'Ispettorato centrale della tutela della qualità e per la repressione frodi dei prodotti agroalimentari del ministero delle Politiche agricole. "L'attività ha fatto emergere un complesso sistema di frode - spiegano all'Adnkronos dal dipartimento -. Alcuni allevamenti, inseriti nel circuito DOP utilizzavano seme di verro Duroc Danese, estratto da soggetti riproduttori detenuti da due case madri genetiche in Piemonte e in Emilia Romagna" e lo commercializzavano con "artifizi e raggiri documentali, atti a nasconderne il reale utilizzo illecito".

La razza danese cresce molto più velocemente di quella nostrana, ma il risultato è un prosciutto diverso. "La qualità, la stagionatura è diversa. Non sono pericolosi se finiscono sulla tavola, ma sono molto meno buoni" spiega all'Adnkronos Maurizio Gallo, direttore dell'Associazione nazionale allevatori suini. "Per fortuna i controlli li hanno fermati prima che li mettessero in commercio. Alcune cosce erano arrivate agli stabilimenti di stagionatura, ma le hanno bloccate. Nel resto del mondo come in Danimarca l'obiettivo è produrre il maggior quantitativo possibile di carne magra. Se non c'è il giusto rapporto grasso-magro lei perde in qualità organolettica, in sapidità e in morbidezza". "Se è troppo magra la coscia si asciuga velocemente, assorbe molto sale e al gusto non è un granché - conclude il direttore -. Diventa più come una bresaola che come un prosciutto".

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