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Prove di dialogo

25 novembre 2018 | 07.43
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(foto Palazzo Chigi)
(AdnKronos)

E' ottimista il premier Giuseppe Conte quando, dopo due ore di cena al 13esimo piano del Berlaymont con Jean Claude Juncker, ammette che l'incontro "non è risolutivo" ma che ci sono comunque margini per portare avanti a ritmo serrato il dialogo con l'Ue. Di più. "Confido che il dialogo possa aiutare a evitare la procedura di infrazione" ha affermato Conte, sicuro che la sua missione di aprire un fronte politico con Bruxelles sulla manovra sia ormai compiuta.

E d'altra parte non potrebbe essere diversamente, visto che stamattina è lo stesso presidente della Commissione europea ad allontanare lo spettro del pugno duro con Roma: "Non siamo in guerra con l'Italia - ha detto Juncker a margine del vertice europeo sulla Brexit -. Abbiamo avuto un incontro vivace e interessante con il presidente Conte e abbiamo deciso di tenere aperto un dialogo permanente per colmare le distanze e le divergenze che ci possono essere fra la Commissione europea e l'Italia". Poi si è rivolto ai cronisti in italiano, dicendo: "Ti amo Italia".

Ieri la cena a Bruxelles è iniziata subito dopo l'incontro di Juncker con la premier britannica Theresa May. Alle 19.30 Conte ha salutato il presidente della Commissione europea con un grande sorriso, ha teso la mano e poi ha esclamato: "Non litighiamo, we are friends". Poi i due si sono direetti a tavola assieme agli altri commensali, il ministro dell'Economia Giovanni Tria, il vice presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis e il commissario agli Affari Economici Pierre Moscovici.

Esclusa dal menu della cena la discussione sui saldi finali della manovra finanziaria del 2019. Pur ribadendo che l'esecutivo non intende rinunciare alle "riforme qualificanti" della Finanziaria, l'incontro con Juncker si è basato sul "rispetto reciproco", ha spiegato il premier. "Il clima è stato molto sereno, di confronto, abbiamo parlato - ha aggiunto oggi Conte, prima del vertice sulla Brexit -. Abbiamo parlato di quello che stiamo facendo: in cinque mesi abbiamo rivoluzionato il Paese e continueremo a farlo".

E' presto per dire se la missione di Conte produrrà gli effetti desiderati. Certo è che l'obiettivo del premier, arrivato a Bruxelles con un dossier di una quarantina di pagine sembra centrato: trattare con l'Eu, negoziare a oltranza. Il tutto senza mettere mano alle riforme, certo, ma di sicuro senza interrompere il dialogo con l'Europa sulla manovra. L'imperativo con l'Europa è uno e uno soltanto: "mantenere aperto il dialogo", anche perché il negoziato deve andare avanti. E il tempo stringe. La procedura di infrazione per debito eccessivo è alle porte e Conte lo sa. Ecco perché ha sottolineato è "interesse reciproco" che i tempi siano "distesi" e il più lunghi possibile.

Mentre Conte cenava a Bruxelles, in Italia i due principali azionisti del governo, Matteo Salvini e Luigi Di Maio difendevano a spada tratta la manovra. "Chiedo rispetto per quei 60 milioni di italiani che, con 5 miliardi regalati ogni anno all'Europa, non si aspettano gli insulti, ma vogliono avere la possibilità di studiare, lavorare, andare in pensione". ha scritto su Facebook Matteo Salvini proprio mentre Conte si preparava a sedere a tavola con Juncker: "Al governo mi hanno mandato loro e a loro rispondo, e non arretro" si è affrettato a sottolineare il vicepremier. Anche Di Maio, non pensa lontanamente che le due misure principali della legge di Bilancio possano subire modifiche sostanziali: "Reddito e quota 100 - ha ribadito - non si toccano".

Una soluzione di compromesso con l'Europa, però, va trovata. Se Roma non si 'redime' modificando la manovra in Parlamento e in assenza di interventi sostanziali, a gennaio il dossier approderebbe all'Ecofin per il via libera finale. E a quel punto la procedura di infrazione per deficit eccessivo potrebbe avere il via libera. Uno scenario da scongiurare e di cui probabilmente si parlerà stasera a Palazzo Chigi, durante il vertice convocato dopo le 22 per fare il punto sulla manovra. Alla riunione di questa sera dovrebbero essere presenti Conte, i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il ministro Tria.

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