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Province: Upi, assurdo smembrare funzioni per poi riordinare

24 febbraio 2014 | 17.37
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"Se la riforma delle Province sara' affrontata, come anche noi chiediamo, all'interno della riforma complessiva del Titolo V, che senso ha spostare adesso le funzioni, il personale, il patrimonio, i debiti, le risorse, per poi ritrovarsi tra pochi mesi a cambiare di nuovo tutto?". E' il commento del presidente dell'Upi Antonio Saitta all'intervento del presidente del consiglio Renzi, che ha chiesto al Senato di votare il ddl del governo sulle Province ribadendo che su quale sara' il futuro di queste istituzioni si decidera' nella riforma del Titolo V.

"Il presidente Renzi - aggiunge Saitta - ha pronunciato in Senato un discorso programmatico che punta su temi essenziali che preannunciano un protagonismo degli enti locali, dall'edilizia delle scuole al rilancio degli investimenti locali. Se gli uffici di Province e Comuni sono impegnati nei prossimi mesi a sbrigare pratiche burocratiche per spartirsi le competenze, il Paese non avra' le gambe per fare marciare le riforme economiche e i servizi essenziali garantiti da Province e Comuni saranno nel caos".

"Si decida con la riforma del Titolo V cosa dovranno diventare le Province, e si garantisca ora il mantenimento delle funzioni nelle istituzioni che gia' le esercitano, e anche con efficienza - conclude - Noi ci auguriamo che su questo si impegni il Senato, che sta esaminando il disegno di legge del governo e sta decidendo quali modifiche apportare. Di certo, proprio in vista della riforma del Titolo V, il Senato dovra' intervenire per rendere il ddl piu' coerente con la Costituzione e garantire un governo forte e responsabile non solo ai grandi comuni, ma anche all'altra Italia, quella dei territori, che non puo' essere abbandonata".

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