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Qatar: colf come schiave, private di giorni di riposo e stipendio (2)

27 febbraio 2014 | 12.02
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(Aki) - Il mancato pagamento dello stipendio, la confisca dei documenti e l'impossibilita' per i lavoratori di lasciare il proprio impiego sono elementi che l'Onu inserisce nella definizione di 'lavoro forzato'. Secondo l'Organizzazione internazionale del lavoro, inoltre, per lavoro forzato si intede ''tutto il lavoro ottenuto da qualcuno sotto minaccia di punizioni o per il quale la persona non si è offerta volontaria''. La mancanza di consenso puo' includere indebitamento indotto e inganno circa il tipo e le condizioni di lavoro, ritenuta o mancato pagamento di stipendio e la confisca dei documenti. Tra le ''minacce di punizione'' sono incluse la violenza fisica, la privazione di cibo e ospitalita', il mancato pagamento dello stipendio, l'incapacita' di rimborsare un prestito, l'esclusione da un futuro impiego e il mancato rispetto dei propri diritti e privilegi.

Si stima che la schiavitu' moderna colpisca oltre 21 milioni di persone nel mondo. A gennaio, il Guardian ha riferito che almeno 35 cameriere in fuga avevano trovato rifugio presso la sede di Doha dell'Ufficio filippino per il lavoro all'estero, che aiuta 200mila filippini in Qatar. L'assistente sociale ha spiegato che la maggior parte di loro denunciano di essere stati sottopagati, di aver ricevuto cibo insufficiente, di essere stati costretti al superlavoro e a maltrattamenti. Alcuni hanno anche parlato di abusi verbali e fisici dai datori di lavoro di varie nazionalita'.

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