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Quasi 30mila fidanzati dal Papa: "Un matrimonio riesce non solo se dura"

14 febbraio 2014 | 14.54
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"Un matrimonio non è riuscito solo se dura, ma è importante la sua qualità: stare insieme e sapersi amare per sempre è la sfida degli sposi cristiani". Papa Francesco lo sottolinea rivolgendosi ai quasi 30mila fidanzati provenienti da una ventina di Paesi di tutti i continenti e confluiti in piazza San Pietro per l'udienza speciale in occasione della celebrazione di San Valentino, 'Festa degli innamorati'.

Il Papa osserva che "è importante chiedersi se è possibile amarsi per sempre. Oggi, tante persone hanno paura di fare scelte definitive, per tutta la vita: sembra impossibile. Oggi tutto cambia rapidamente e niente dura a lungo". Proprio questa mentalità, infatti, "porta tanti che si preparano al matrimonio a dire 'stiamo insieme finché dura l'amore'. Ma cosa intendiamo per amore? -chiede Francesco- solo un sentimento, uno stato di psicofisico? Se è questo, certo non si può costruirci sopra qualcosa di solido".

Invece, "se l'amore è una relazione, allora è una realtà che cresce. Possiamo anche dire ad esempio che il matrimonio si costruisce come una casa e la casa si costruisce assieme, non da soli. Costruire, qui, significa favorire e aiutare la crescita e voi fidanzati -si rivolge alle giovani coppie in piazza San Pietro- vi state preparando a crescere insieme e a costruire questa casa, non fondandola sulla sabbia dei sentimenti che vanno e vengono ma sulla roccia dell'amore vero, per vivere insieme per sempre".

Il Papa incoraggia i giovani fidanzati: "Non dobbiamo lasciarci vincere dalla cultura del provvisorio", e spiega che "la paura del 'per sempre' si cura giorno per giorno, in una vita che diventa un cammino spirituale quotidiano fatto di passi, di crescita comune, di impegno a diventare donne e uomini maturi nella fede perché -sottolinea Francesco- il 'per sempre' non è solo una questione di durata: un matrimonio non è riuscito solo se dura ma è importante la sua qualità".

Per Jorge Mario Bergoglio, infatti, "vivere insieme è un'arte, un cammino paziente, bello e affascinante" che "non finisce quando vi siete conquistati l'un l'altro. Anzi, è proprio allora che inizia! Questo cammino di ogni giorno -ricorda- ha delle regole che si possono riassumere in tre parole che ho già detto alle famiglie e che voi fidanzati potete già imparare a usare tra voi: permesso, grazie, scusa".

Spiega quindi Francesco: "Permesso è la richiesta gentile di poter entrare nella vita di qualcun altro con rispetto e attenzione. Chiedere permesso significa saper entrare con cortesia nella vita degli altri. A volte, si usano maniere un po' pesanti come certi scarponi da montagna! L'amore vero, invece, non si impone con durezza e aggressività perchè è la cortesia che conserva l'amore. Oggi, nelle nostre famiglie e nel nostro mondo spesso violento e arrogante, c'è bisogno di molta più cortesia".

Quanto al 'grazie', il Papa osserva che "sembra facile pronunciare questa parola ma sappiamo bene che non è cosi'. Però è importante: la insegniamo ai bambini ma poi la dimentichiamo. Il 'grazie' non è una parola gentile da usare con gli estranei per essere educati; bisogna sapersi dire grazie per andare avanti bene insieme".

Infine, chiedere 'scusa'. "Nella vita facciamo tanti errori e tanti sbagli: li facciamo tutti -confessa Francesco- forse non c'è giorno in cui non facciamo qualche sbaglio. Ecco allora la necessità di usare questa semplice parola 'scusa'. In genere, ciascuno di noi è pronto ad accusare l'altro e a dimenticare se stesso. E' un istinto che sta all'origine di tanti disastri -sottolinea Francesco- impariamo a riconoscere i nostri errori e a chiedere scusa, tenendo presente che tutti sappiamo che non esiste la famiglia perfetta, né il marito perfetto o la moglie perfetta...e neppure la suocera perfetta! Esistiamo noi peccatori. Se impariamo a chiederci scusa e a perdonarci, il matrimonio durerà e andrà avanti per sempre".

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