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Quirinale, Baldassarre (ex Consulta): "Non credo in un Mattarella bis, serve svolta decisa"

12 novembre 2021 | 13.41
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"Napolitano bis è stata un'anomalia giustificata con eccezionalità. Ripetere è brutto segno costituzionale, significa trasformare straordinarietà in regola"

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Quirinale

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella citando l'ex presidente Giovanni Leone, ieri si è tirato fuori dalla prossima elezione per il Quirinale, ma l'ipotesi di un suo bis non è stata accantonata dal dibattito politico perché "con un Parlamento così frammentato, i Cinque Stelle disposti a tutto pur di arrivare a fine legislatura ed uno scarso spirito collaborativo tra le parti, è difficile fare qualsiasi previsione", osserva il presidente emerito della Corte costituzionale, Antonio Baldassarre. "Ma io non credo in un Mattarella bis perché l'Italia ha bisogno di una svolta decisa anche attraverso l'elezione del Capo dello Stato. Mentre una candidatura a Mattarella, interessante solo per la sinistra che così eleggerebbe un personaggio proveniente dalla propria area di appartenenza, la vedrei come conferma dello status quo".

"L'Italia è culturalmente ed economicamente ferma. Stiamo tornando alla situazione quo-ante, con un pil che va forte solo perché si era fermato con il covid ed il rischio, come negli Usa conseguente all'immissione di un'ingente quantità di denaro, di una spirale inflazionistica alle porte, che per usare le parole di La Malfa è una vera tassa sui poveri", osserva il presidente emerito. "Il riferimento di Mattarella a Leone, ingiustamente attaccato da alcune forze politiche, ha un chiaro senso". Non sono tracciabili paralleli con Napolitano per cui "l'accordo tacito era credibile dato che l'età non gli permetteva di andare oltre i 2-3 anni. Non lo è con Mattarella che invece dovrebbe dimettersi volontariamente". Il Napolitano bis "è stata un'anomalia giustificata con l'eccezionalità - conclude Baldassarre - Ripetere significa trasformare la straordinarietà nella regola. Dunque che il sistema è malato, un brutto segno da un punto di vista costituzionale".

(di Roberta Lanzara)

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