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Quirinale: resa conti Fi su Mattarella, scontro Rossi-Verdini

31 gennaio 2015 | 18.28
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Il tesoriere azzurro attacca l'asse con palazzo Chigi: ''Solo disastri''. Nella disfatta del Colle sotto accusa anche i fittiani, da loro 'soccorso azzurro' a Mattarella. Berlusconi stanco di liti interne, ora rinnovamento

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Maria Rosaria Rossi vota per il Quirinale (foto Adnkronos di Cristiano Camera)

Si respira un clima da resa dei conti dentro Forza Italia dopo l'elezione di Sergio Mattarella al Colle. E' guerra aperta tra correnti. In particolare, tra il 'cerchio magico', e i 'Nazareni'. I fedelissimi di Arcore, Mariarosaria Rossi in testa, ce l'hanno con chi ha condotto le trattative per conto di Silvio Berlusconi con il Pd, ovvero Gianni Letta e Denis Verdini. La tesoriera azzurra si è tolta i sassolini dalla scarpa parlando con l'Adnkronos: "Voi della stampa vi siete preoccupati così tanto del cerchio magico e non tenevate conto dei disastri che stava facendo il duo tragico, cioè quelli che hanno trattato con Renzi...''.

Una posizione, condivisa da vari parlamentari azzurri, oggi in Transatlantico, delusi da come sono andate le cose nella partita sul Quirinale e le riforme, grazie alle indicazioni delle 'colombe'. Nello scontro interno si inserisce anche il braccio di ferro tra berlusconiani doc e 'fittiani', accusati di aver dato 'soccorso azzurro' a Matteo Renzi per eleggere Mattarella. ''Noi non abbiamo bisogno di operazioni sottobanco'', si difende Raffale Fitto che invita la stampa a verificare, ''visionando quanto accaduto in Aula: le persone che conducono insieme a noi una battaglia dentro al partito sono note e se le vedete passare velocissimamente dentro l'urna'', significa che hanno votato scheda bianca.

Il cerchio magico, raccontano, ce l'ha con il duo Verdini-Letta, anche perchè stavolta, nel segreto dell'urna, avrebbe fatto sponda con i 'fittiani' pur di raggiungere lo scopo: blindare il candidato Pd alla presidenza della Repubblica. A riprova dell'asse, ci sarebbe il voto compatto per Mattarella da parte dei 15 senatori del gruppo Gal guidati dal siciliano Mario Ferrara, dove militano vari esponenti dell'area Fitto (come Antonio Scavone e Giuseppe Compagnone, fedelissimi di Saverio Romano).

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