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Crisi: R&S, sui licenziamenti mano pesante delle societa' pubbliche

08 agosto 2014 | 17.52
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Edizione 2014 di Mediobanca R&S dei 'dati cumulativi di 2050 imprese'.

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Da 2008 al 2013 in Italia sono state le società pubbliche a presentare il conto più salato in termini di licenziamenti. E a pagare di più, nel complesso, sono stati gli operai. E quanto emerge dall'edizione 2014 di Mediobanca R&S dei 'dati cumulativi di 2050 imprese'. Nel rapporto si sottolinea che continua la caduta occupazionale nel 2013 (-0,4%) anche se ha dimezzato la sua intensità (-0,8% nel 2012). Dal 2008 la flessione delle 2050 società è del 5,1%, più nel pubblico (-9,2%, pesa il settore dei trasporti con il -16%) che nel privato (-4,2%). Le medie imprese hanno limitato i tagli occupazionali (-2,1%) che non risparmiano neanche il made in Italy, ma molto di più quando è in mani straniere (-10,6% contro -2,2%).

La perdita di posti di lavoro dal 2008 ha toccato più duramente gli operai (-7,8%) che non i ''colletti bianchi'' (-1,3%) che anzi segnano assunzioni nelle imprese a controllo italiano (+1,6% nelle medie imprese; +4% nelle società dei gruppi maggiori), mentre sono espulsi dalla manifattura a controllo estero (-6,3%). Creano occupazione sul 2008 le imprese di costruzione (+19,9%, grandi contractor di opere infrastrutturali, spesso all'estero) e le attività di lavorazione della pelle e cuoio (+8,8%). La quota di operai è in continuo calo: nella sola manifattura sono passati dal 56,2% del totale (2004) al 51,9% (2013): conseguenza delle esternalizzazioni e della concentrazione delle imprese nelle fasi a monte (progettazione e design) e a valle (marketing e post-vendita) rispetto alla fase centrale di trasformazione; la base operaia resta più ampia nelle medie imprese (63,1% del totale nel 2013).

E dal 2005 il costo medio del personale (quello sostenuto dall'azienda, non quello percepito dal lavoratore) è cresciuto del 14,5%. Nello stesso periodo il costo della vita è cresciuto del 18,2%. Le società pubbliche sono state più 'generose' delle private (+24,8% contro +12,3%), con il terziario che ha segnato la variazione più modesta (+5,9%); le medie imprese hanno trattato i propri dipendenti meglio delle grandi società (+20,6% contro +15,3%).

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