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Raffaele Sollecito si reinventa con una start up per commemorare i morti

20 maggio 2016 | 15.56
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Cerca di ricostruire la sua vita Raffaele Sollecito , il trentenne accusato dell'omicidio di Meredith Kercher e assolto in via definitiva il 27 marzo 2015. E lo fa attraverso una start up, 'Be on memories' presentata oggi a Milano e dedicata alla commemorazione dei defunti.

Nella sala Solari del Palazzo delle Stelline di Milano, Sollecito, il ragazzo che per anni è stato il 'Mostro' sulla pagine dei giornali, entra con l'aria serena, un sorriso composto e i capelli legati in una crocchia. Si presenta come ingegnere informatico e abbassa lo sguardo un secondo mentre ricorda la ragione della sua notorietà. Poi però si ravviva e inizia a parlare del suo progetto web, nato nel 2010 quando ancora era in cella in attesa del processo. "L'idea mi è venuta mentre ero in carcere ed è legata al ricordo di mia madre - spiega Sollecito - non potendo andare al cimitero a trovarla dovevo delegare i miei desideri alla mia famiglia. Da questa semplice necessità affettiva è nata la mia piattaforma. Ho cercato di azzerare la distanza tra la persona cara da commemorare e un parente o un amico".

Su 'Be on memories' l'utente si registra, crea un profilo della persona da ricordare e poi può iniziare a condividere i propri pensieri in rete o acquistare prodotti e servizi cimiteriali sul posto. Il progetto, che in sintesi è una fusione tra e-commerce e social network, è stato finanziato da un bando della Regione Puglia dedicato alle start up e riservato agli under 35 disoccupati. Con 66 mila euro Raffaele Sollecito ha così potuto fondare una società di servizi informatici con un dipendente e diversi collaboratori.

Con il lancio della piattaforma sono però arrivate le critiche: nel mirino la scelta di trattare il tema della morte dopo le vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto. Ma Sollecito si difende e spiega che "il mio portale per la commemorazione dei defunti nasce dal ricordo di mia madre non dalla figura di Meredith Kercher. É stato un percorso complicato non tanto per via del pregiudizio ma per la mia immagine pubblica che é difficile da superare. Alla fine mi sono detto che era più importante l'affetto per mia madre".

Sollecito, a margine della presentazione, torna poi a parlare della sua vicenda giudiziaria e della sua decisione di chiedere un risarcimento. "In Questura mi hanno denudato e mi hanno prelevato dei peli pubici senza che avesse nessun senso. Ero senza legale, lo hanno fatto per intimidirmi e umiliarmi abusando del loro ruolo. Oggi poi il problema della magistratura è che non tutti i magistrati rispettano la legge e quelli che non lo fanno non vengono mai puniti", conclude Sollecito.

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