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Ragazza morta nel burrone, fidanzato fermato per omicidio volontario

25 gennaio 2021 | 08.12
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Il 19enne è accusato anche di occultamento di cadavere. Il corpo della 17enne trovato nelle campagne di Caccamo. Domani l'autopsia

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(Fotogramma) - FOTOGRAMMA
(Adnkronos)

Provvedimento di fermo nei confronti di Pietro Morreale, il ragazzo di 19 anni che ieri ha fatto ritrovare il cadavere semi carbonizzato della fidanzata, Roberta Siragusa, di 17 anni. Il giovane è accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Le manette, come apprende l'Adnkronos, sono scattate nella caserma dei carabinieri di Termini Imerese (Palermo) dove il ragazzo si è presentato ieri mattina. Durante l'interrogatorio, terminato solo all'alba, il giovane si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma per la Procura è stato il 19enne ad uccidere la ragazza.
"Le indagini hanno fatto emergere diverse incongruenze nella ricostruzione dei fatti", spiegano i carabinieri della Compagnia di Termini Imerese. Gli accertamenti sulla morte della giovane sono andati avanti tutta la notte e i militari hanno sentito le persone che nelle ultime ore avevano avuto contatti con la vittima.

I familiari della vittima in queste ore sono assistiti dal servizio psicologico messo a disposizione dall’Arma dei carabinieri.

Il corpo della ragazza, invece, è stato portato all’Istituto di medicina legale del Policlinico 'Paolo Giaccone' di Palermo dove domani verrà eseguita l’autopsia disposta dalla Procura di Termini Imerese.

Pietro Morreale si è presentato ieri in caserma insieme al suo avvocato. "Non ha fatto alcuna confessione", ha chiarito il legale. Per tutto il giorno gli investigatori dell'Arma hanno ascoltato diversi testimoni per ricostruire le ultime ore di vita della ragazza, che con il fidanzato avrebbe trascorso la serata insieme ad alcuni amici in una villetta. Intorno a mezzanotte la coppia sarebbe andata via, ma Roberta non ha mai fatto rientro a casa. Poi il macabro ritrovamento del suo corpo semi carbonizzato nel burrone.

Intanto è lutto cittadino a Caccamo, nel Palermitano. E da ieri sera girano a Caccamo (Palermo) degli audio di whatsapp di amici della coppia. In uno si sente: "Si sapeva che avrebbe fatto questa fine" e in altri che lui la maltrattava. I messaggi girano da telefono a telefono. "Non doveva stare con uno come lui", si sente in un altro messaggio.

"Giustizia per la mia Roberta, voglio giustizia. Non si può morire così a 17 anni...", dice tra le lacrime la mamma della ragazza. Seduta sul divano della sua abitazione a Caccamo non riesce a parlare. Accanto a lei ci sono alcuni parenti e amici.

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