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Rai, cosa prevede il piano industriale

06 marzo 2019 | 19.41
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Il piano industriale della Rai per gli anni 2019-2021, a quanto apprende l'Adnkronos, dedica alle iniziative strategiche che intende mettere in campo risorse complessive pari a oltre 360 milioni di cui una sessantina di milioni di euro per lo sviluppo dell'offerta digitale; poco di meno per il canale in inglese e il canale istituzionale; 40 milioni di euro per i documentari; e una cifra vicina ai 200 milioni di euro per lo sviluppo e l'adeguamento dell'infrastruttura tecnologica e immobiliare.

Due gli ambiti su cui il piano intende intervenire per ottimizzare i costi esterni: appalti, da un lato, e risorse artistiche e collaboratori, dall'altro. In particolare, al capitolo 'appalti', il piano prevede che dall'ottimizzazione derivante dal migliore sfruttamento delle risorse interne, reso possibile dal nuovo assetto della Rai, si possa centrare un obiettivo di risparmio sul costo degli appalti fra i 3 e i 5 milioni di euro. Quanto al capitolo 'risorse artistiche e collaboratori', interventi volti a ottimizzare i contratti potrebbero comportare l'ottimizzazione del costo legato ai contratti di importo superiore ai 100mila euro di 4-5 milioni di euro.

Il piano industriale punta poi ad una serie di razionalizzazioni. In particolare, a quanto apprende l'Adnkronos, dalla razionalizzazione dell'organico dirigenziale si prevedono risparmi per 15 milioni di euro. Vengono inoltre individuate varie caselle di ottimizzazioni. In particolare, dalle efficienze dovute al nuovo modello organizzativo content center, che ha cioè il proprio pilastro nei contenuti, si prevedono risparmi per 100 milioni di euro.

Tra le misure previste dal piano industriale Rai 2019-2021 anche la razionalizzazione della presenza territoriale e l'ottimizzazione delle risorse che si trovano nei vari asset immobiliari. A tal fine, prevede il capitolo 'adattamento del patrimonio immobiliare' con specifiche iniziative di qualificazione, valorizzazione delle sedi Rai e ottimizzazione della copertura immobiliare delle attività produttive Rai. Per la sede di Roma, in Viale Mazzini, il piano prevede l'avvio, tramite procedure del Codice degli Appalti Pubblici, di una gara d'appalto per la progettazione e di una gara d'appalto per i lavori.

Per la sede di Roma Saxa Rubra, il piano prevede lavori di riqualificazione con la realizzazione di 2 studi tv con aree di supporto e con un nuovo Data Center. Per la sede di Milano (Portello), si prevede la presa di possesso entro il 2021 delle strutture produttive per realizzare i lavori necessari e poi trasferimento entro il 2023 con conseguente cessazione dei contratti di locazione attivi. Quanto a Torino si prevedono azioni di valorizzazione dei cespiti di proprietà Rai per Via Cernaia. Infine la caselle delle sedi regionali di cui si vuole supportare la crescita migliorandole dal punto di vista tecnologico e logistico. In questa casella, in particolare, sono previste azioni di efficientamento delle sedi di Firenze, Cosenza e Genova; l'acquisto della sede di Potenza e l'adeguamento della sede di Cagliari.

Il piano punta inoltre a tornare in utile nel 2021. Dopo una perdita di 20 milioni di euro nel 2019 e di 47 milioni nel 2020 (anno dei Grandi Eventi Sportivi), nel conto economico consolidato del Gruppo l'obiettivo è raggiungere un risultato di esercizio di 10 milioni di euro nel 2021. Quanto al Mol (margine operativo lordo), si stima che passerà da 554 milioni nel 2019 a 637 milioni nel 2021. La stima dei ricavi esterni complessivi del Gruppo Rai è pari a circa 2,6 miliardi nel 2019; oltre 2,7 miliardi sia nel 2020 che nel 2021. Di questi, si prevede che i ricavi da canone siano pari a circa 1,76 miliardi in ciascuno dei tre anni; i ricavi pubblicitari pari a 650 milioni nel 2019 e circa 700 milioni sia nel 2020 che nel 2021; la stima di 'altri ricavi' poi è pari a 224 milioni nel 2019 e circa 250 milioni sia nel 2020 che nel 2021. Quanto ai costi complessivi esterni la stima è la seguente: circa 1 mld nel 2019; circa 1,1 mld di euro nel 2020; circa 1 mld nel 2021. Di questi, i costi esterni di beni e servizi si prevede siano pari a circa 1 mld sia nel 2019; sia nel 2020, sia nel 2021; mentre per i Grandi Eventi Sportivi si stima un costo pari a zero nel 2019; pari a circa 140 milioni di euro nel 2020; pari a zero nel 2021. Nessuna significativa variazione nella stima del costo del personale che si aggira su 1 mld sia nel 2019, che nel 2020, che nel 2021.

Fra gli interventi di ottimizzazione degli spazi informativi sui canali generalisti, si prevede la rimodulazione delle edizioni nelle fasce notturne attraverso la copertura degli spazi con la trasmissione in simulcast di Rainews 24. Tra i benefici individuati la riduzione delle maggiorazioni notturne e degli straordinari dei giornalisti oltre all'ottimizzazione delle squadre di produzione.

Quanto alla Testata Multipiattaforma, che integra Tgr, Rainews 24, Rainews.it e Televideo, nel piano è timonata da un unico direttore, ma mantiene, attraverso alcuni vicedirettori, presidi specializzati per l'Area Tv (Rainwes24), per il coordinamento delle sedi regionali e per l'Area Digital (Rainwes e Televideo). Le risorse delle sedi regionali, oltre alla copertura televisiva, forniscono contributi all'area digital per alimentare sito e social.

Sul fronte dell'accessibilità, dell'interattività di mobilità e meteo, si prevede poi il progetto 'Me.Mo', una proposta informativa di servizio curata da Rai Pubblica Utilità, integrata rispetto agli ambiti 'Meteo' e 'Mobilità' e rivolta alle piattaforme digitali. E' prevista, in particolare, la realizzazione di due prodotti distributivi e cioè l'app 'Me.Mo' e il portale 'Me.Mo.' per un'offerta continuativa e trasversale. A tale fine verranno utilizzati dati di flusso forniti da Aeronautica Militare, Protezione Civile e Centro di coordinamento delle informazioni sulla sicurezza stradale, accompagnati da un'attività redazionale orientata soprattutto alla sicurezza del cittadino rispetto ai rischi ambientali e alla crescita della cultura per la mobilità sostenibile. L'accesso all'offerta è libero, con login solo per segnalare eventi meteo o eventi legati al traffico.

Non manca, infine, un'indicazione di marcia per l'evoluzione dell'offerta tv. Tra le novità, oltre al canale istituzionale e al canale in lingua inglese, il rafforzamento di Rai4 e la sua caratterizzazione come canale prevalentemente maschile; l'introduzione di un nuovo canale indirizzato ad un target prevalentemente femminile; il superamento di Rai Movie e Rai Premium , caratterizzati da una profilazione del pubblico scarsa rispetto a Rai4; la semplificazione dei palinsesti di Rai5 e Rai Storia e l'introduzione di documentari di respiro internazionale; la focalizzazione di Rai Gulp su target 8-11 anni; lo spostamento di Rai Scuola online.

Quanto alle reti generaliste, Rai1 resta la rete ammiraglia che valorizza prodotti evento; Rai2 diventa ancora di più la rete pilastro della strategia multipiattaforma e della sperimentazione di nuovi linguaggi per sedurre un pubblico più giovane; Rai3 si conferma rete di approfondimento informativo e di valorizzazione della cultura e delle specificità locali.

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