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Rai, due consiglieri contro Report: ha violato par condicio

23 ottobre 2019 | 15.40
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(Fotogramma)

I consiglieri Rai Giampaolo Rossi e Igor De Biasio, a quanto si apprende, durante il Cda Rai in corso avrebbero attaccato la puntata di Report dedicata a Moscopoli e ai rapporti internazionali tra la Lega la Russia, asserendo che la puntata, andata in onda lunedì scorso, avrebbe violato la par condicio, in vista delle elezioni in Umbria di domenica prossima. Rossi e De Biasio avrebbero anche affermato che non è quello scelto da Report lunedì, il modo di fare giornalismo di inchiesta.

A quanto si apprende, l'ad Rai, Fabrizio Salini, ha preso le difese di Report nel corso del Cda di oggi.

"Quando Giampaolo Rossi ha sollevato il tema della puntata di Report mi sono trovato accordo sul fatto che non fosse in linea con le indicazioni della Commissione di Vigilanza Rai e nemmeno con il buon senso. Visto che non conteneva novità dell'ultimo minuto poteva essere mandata in onda in qualsiasi altro momento, invece che a 3 giorni dal voto in Umbria. Mi è sembrato inopportuno, non di buon senso e sinceramente di cattivo di gusto", dice De Biasio all'Adnkronos.

"Non entro nel merito del contenuto - chiarisce De Biasio - Nessuno vuole mettere bavaglio a nessuno, ma la Commissione di Vigilanza aveva dato l'indicazione di evitare programmi politici senza contraddittorio. In questo caso, invece, Report non ha seguito le indicazioni. E così, insieme a Rossi, ho chiesto all'ad Salini di verificare se c'è stato un comportamento contrario alle linee guida della Commissione. In tal caso l'ad prenderà gli opportuni provvedimenti".

"Senza entrare nel tecnicismo dell'articolo o del comma delle disposizioni di attuazione della par condicio per le elezioni regionali - osserva De Biasio - è evidente che la puntata di Report a tre giorni dal voto non è in linea con la sostanza delle indicazioni date dalla commissione di Vigilanza". E Lerner, che dice che Report indispettisce i consiglieri cani da guardia del partito? "Si commenta da sé".

"Il diritto di cronaca, che trova il suo fondamento nell'articolo 21 della Costituzione, è sacrosanto. E non è in alcun modo comprimibile, tantomeno in funzione delle numerose tornate elettorali che si susseguono durante l'anno nel nostro Paese", dice all'Adnkronos il consigliere Riccardo Laganà, dopo le contestazioni fatte dai colleghi Rossi e De Biasio.

"'Report' - scandisce Laganà - è un pilastro del servizio pubblico e riconosciuto modello di riferimento europeo del giornalismo di inchiesta. A Sigfrido Ranucci e a tutti i colleghi che compongono la sua squadra editoriale e tecnica va tutto il mio supporto e apprezzamento".

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