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Rai, dal Senato via libera ai tagli per 150 milioni. Sindacati confermano lo sciopero, tranne la Cisl

03 giugno 2014 | 12.31
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Approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze di Palazzo Madama un emendamento che riscrive l’articolo 21 del decreto Irpef: salvi i servizi regionali . Garante: “Sciopero illegittimo”. Sindacato-premier, nuova tensione. L’Associazione delle tv pubbliche scrive a Napolitano: “Il prelievo impatta sulla libertà”

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(Infophoto)

Prima l’intervento del Garante per gli scioperi, poi la replica dei sindacati che confermano l’astensione dell’11 giugno. Tranne la Cisl.

In una lettera inviata dalle sigle alla Commissione di garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali viene confermata l’astensione dei dipendenti del gruppo Rai, per l’intera durata di ciascun turno di lavoro, su tutto il territorio nazionale, per mercoledì 11 giugno. A sostegno della conferma, i sindacati indicano infatti che “non risulta alle predette organizzazioni che la sigla Usb abbia una consistenza rappresentativa tale da integrare, nella successione degli scioperi dei giorni 11 e 19 giugno, la violazione’’ indicata dal Garante.

Il segretario della Fistel Cisl, Vito Vitale, sottolinea però di voler “aprire il dialogo sul futuro dell’azienda”, rendendo noto che ”la Cisl non farà ricorso al Garante e quindi non conferma lo sciopero della Rai previsto l’11 giugno”.

Lo sciopero del personale Rai è illegittimo - L’Autorità di garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali aveva valutato come “non conforme alla legge la proclamazione di sciopero dei sindacati dei lavoratori della Rai per il prossimo 11 giugno”. Perché la proclamazione non avrebbe rispettato “la regola dell’intervallo di dieci giorni tra due scioperi che insistono sullo stesso settore”, considerata l’astensione del sindacato Usb del “prossimo 19 giugno”.

Sedi regionali Rai salve - E’ intanto arrivato il via libera all’articolo del decreto legge Irpef che prevede tagli ai fondi della Rai per 150 milioni di euro. Le Commissioni Bilancio e Finanze del Senato hanno approvato un emendamento che riscrive l’articolo 21 del provvedimento che conferma i tagli da 150 milioni salvando però i servizi regionali.

L’Associazione delle tv pubbliche - L’Ebu, a quanto apprende l’Adnkronos, ha scritto una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano esprimendo la propria preoccupazione per l’impatto del decreto Irpef e in particolare del prelievo di 150 milioni. L’Associazione delle tv pubbliche (European Broadcasting Union) si rivolge al Capo dello Stato nel suo ruolo di garante della Costituzione italiana e del rispetto dei Trattati internazionali, affinché la misura del decreto, pericolosa per il precedente che verrebbe a creare in un’Europa già provata dalla crisi economica, possa essere corretta prima della conversione in legge dello Stato. Per l’Ebu la decisione contenuta nel decreto ha un impatto diretto sulla libertà e l’indipendenza del servizio pubblico italiano, che è garantita a livello europeo.

A scrivere a Napolitano è il direttore generale dell’Ebu, una lettera nata dall’esigenza di esprimere al Capo dello Stato italiano “tutta la preoccupazione per l’impatto del decreto legge” che impone “un prelievo forzoso di 150 milioni di euro sugli incassi già maturati del canone Rai dell’anno 2014”.

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