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Rai, si vota il piano Salini

05 marzo 2019 | 20.03
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(FOTOGRAMMA/IPA)

di Veronica Marino
Mercoledì mattina alle 10:30 il consiglio di amministrazione della Rai, si riunirà per votare il piano industriale presentato dall'ad Fabrizio Salini e poi rimodellato con il contributo di tutto il Cda. Un piano di circa 280 pagine cui si aggiungono 5 allegati che ammontano in tutto a circa 260 pagine: l'allegato del Progetto Editoriale, che riguarda anche l’offerta televisiva; l'allegato del Progetto News, che è il più corposo; l'allegato del Progetto per le Minoranze Linguistiche; l'allegato del Progetto del Canale in Inglese e l'allegato del Progetto del Canale Istituzionale (canali, questi ultimi due, che nel complesso costerebbero 60 milioni di euro).

La filosofia di fondo, a quanto apprende l'AdnKronos, è rimasta la stessa: nell'era delle piattaforme digitali l'ad vuole trasformare la Rai in un broadcaster a misura d'utente, mettendo al centro i contenuti su cui del resto stanno puntando con successo tutti gli Over The Top.

A tal fine la Rai che, nel pensiero di Salini deve poter seguire l'utente sui diversi mezzi che il Servizio Pubblico mette in campo, ha nelle direzioni di contenuti il nuovo asse portante. Nove Direzioni (Intrattenimento prime time; Intrattenimento day time; Intrattenimento culturale; Fiction; Cinema e serie tv; Documentari; Ragazzi; Format; Approfondimento informativo) titolari del budget e responsabili di definire l'offerta. Ecco che, di conseguenza, le reti avranno un ruolo più legato alla definizione dei palinsesti e alla gestione dell'audience target assegnata. Prima di tornare alle direzioni e, più specificamente, alle strutture che si troveranno sotto l'amministratore delegato, c'è un altro capitolo di rilievo nel piano, quello dell'informazione, che nasce dall'esigenza di tagliare sprechi e aumentare l'efficienza.

INFORMAZIONE - Un capitolo che, eliminato il target originale di una newsroom unica integrata ai Tg (su richiesta di vari consiglieri, a partire dal presidente Foa e dal consigliere Rossi, con lo scopo di lasciare ai Tg le rispettive linee editoriali a tutela del pluralismo del servizio pubblico), si concretizzerebbe in due step: il primo step in cui verrebbero accorpate Tgr (650 giornalisti circa), RaiNews24,Televideo e RaiNews.it (190 circa) in una redazione unica cui farebbe capo anche il nuovo portale web con accesso unico; il secondo step, cronologicamente parlando, sarebbe costituito dalla creazione di una sorta di servizio orizzontale (sempre in capo alla newsroom di cui sopra) su 'notizie fattuali non rilevanti', quelle notizie cioè che non richiedono un racconto plurale, legato quindi alle linee editoriali dei tre Tg. Notizie che, quindi, possono essere raccolte da una sola troupe con risparmi in termini di costi di produzione e costi di personale. A tal proposito sembra che, come in ogni piano industriale, anche questa volta tra le strade da percorrere per ridurre le spese vi sia la riduzione delle edizioni notturne dei tg nazionali.

Il piano che sarà votato non delinea, invece, il nuovo modello organizzativo della corporate, cioè la parte dell'Azienda che non si occupa di prodotto ma riguarda funzioni trasversali come gli Affari Legali, la Comunicazione, le Risorse Umane ed altre. Per quel che se ne sa, tale modello dovrebbe essere contenuto in un documento successivo. Detto questo, in attesa di capire se in un secondo momento sarà reintrodotto un direttore generale, sembra che sotto la casella dell'amministratore delegato, gerarchicamente, ci siano cinque direttori di prima linea: il Responsabile dei Generi (che coordina le 9 direzioni di contenuti); il Responsabile Distribuzione (che coordina le reti); il Responsabile Marketing, che sovrintende alla parte strategica dei dati e al quale spetta, quindi, il compito di dare indicazioni; il Responsabile Produzione, una delle caselle più ambite per il budget che dovrà gestire; il Responsabile Risorse Artistiche e Televisive, cui spetterà per intenderci la stesura dei contratti con gli artisti.

RADIO - Quanto alla Direzione Radiofonia sembra uscita definitivamente di scena l'idea di inglobarla nella produzione tv, dandole dignità autonoma come struttura manageriale e di produzione. Una delle battaglie, questa, del consigliere Giampaolo Rossi su cui anche Foa e Salini si sarebbero trovati d'accordo.

Il voto, salvo sorprese dell'ultima ora, dovrebbe vedere l'approvazione del progetto di Salini a larga maggioranza. Se, infatti, la contrarietà di Rita Borioni è stata ampiamente annunciata e argomentata nei giorni scorsi oggi - forse complice anche la notizia non confermata di un recente incontro tra Salvini e Salini - il consigliere Riccardo Laganà ha annunciato che potrebbe votare 'no' al piano "senza chiare e sostanziali garanzie su trasparenza, risorse economiche, criteri di nomina, valorizzazione delle professionalità interne e delle sede regionali".

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