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Ranucci: "Massimo rispetto per famiglia Piscitelli ma nessuna approssimazione Report"

12 novembre 2019 | 17.38
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Il conduttore all'Adnkronos: "Federico Ruffo ha dato semplicemente conto di una nota che era all'interno di un verbale della Questura"

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Sigfrido Ranucci (IPA/Fotogramma)

"Massimo rispetto per la famiglia di Piscitelli, come per tutti i familiari che hanno perso un figlio a causa della droga e di azioni violente che troppo spesso accompagnano le cronache degli stadi. Nessuna approssimazione da parte dei giornalisti di Report e dell'inviato Federico Ruffo che ha dato semplicemente conto, da buon cronista, di una nota che era all'interno di un verbale della Questura secondo la quale un informatore avrebbe rivelato che il mandante di una delle due gambizzazioni di Toffalo fosse proprio Piscitelli". Lo ha detto all'Adnkronos Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, commentando la dichiarazione dei genitori di Fabrizio Piscitelli, il Diabolik degli Irriducibili della Lazio, che hanno definito "ridondante e approssimativo" il servizio sul figlio trasmesso da Rai 3.

"Lo abbiamo chiesto proprio al diretto interessato - prosegue il giornalista - il quale ha detto di non sapere chi fosse il mandante e che, se anche lo avesse saputo, non lo avrebbe mai rivelato pubblicamente. Non serviva certo - rimarca - per vivacizzare un contesto che era ben vivace di suo, visto che si parlava di abbracci incestuosi tra dirigenti di calcio e ultrà e giri di soldi provenienti dal bagarinaggio, di spaccio di droga nelle curve che erano un mercato da conquistare, dove si erano infiltrati anche la camorra ed esponenti della estrema destra, autori di aggressioni e si parlava anche di collegamenti di Carminati con esponenti del tifo della Roma e della Lazio".

"Siamo con la famiglia nella ricerca della verità come sempre fa Report - conclude - che ha realizzato una trasmissione per sensibilizzare l'opinione pubblica sul vento di razzismo e di discriminazione che soffia sempre più sul Paese".

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