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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

22 settembre 2014 | 09.37
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Giorgio Merletti: "Mancano 21 miliardi, altro che storie. Renzi è pagato per il lavoro che fa, non per quello che dice. Parlasse meno e facesse di più"

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"Innanzitutto, va detto che la riforma del lavoro, tema su cui si dibatte da decenni, va affrontata. Serve un mercato del lavoro più moderno, equo e inclusivo. Cominciando dagli ammortizzatori sociali, che devono arrivare a coprire in maniera non occasionale le persone che hanno contratti di lavoro precario. Diritti che vanno estesi a maternità e salute". Così, in un'intervista a 'Il Corriere della Sera', Guglielmo Epifani.

"La via maestra -sostiene- è quella del contratto di lavoro a garanzie crescenti, una proposta lanciata da Boeri tanti anni fa e ripresa da Damiano e Madia. Ha il pregio, se si riducessero i contratti a quattro o cinque tipologie, e su questo la delega non è chiara, di semplificare le modalità di assunzione".

"Includere i consulenti del lavoro tra i professionisti che possono tutelare le parti nella nuova negoziazione assistita per le liti sui diritti dei lavoratori". E' la richiesta di Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro, che ha scritto una lettera ad hoc, il 9 settembre, al ministro della Giustizia Andrea Orlando. "I consulenti del lavoro -dice in un'intervista a 'Il Sole 24 Ore'-fanno quasi quotidianamente attività legate alla conciliazione tra aziende e lavoratori. Il legislatore ha sancito questo ruolo, nel tempo, trasferendolo in provvedimenti di legge".

"Inoltre, il legislatore ha concesso solo al nostro ordine -ricorda- di istituire le commissioni di certificazione e conciliazione delle controversie in materia di lavoro. Siamo quindi candidati, a pieno titolo, a svolgere la nuova negoziazione assistita nelle controversie di lavoro".

"Mancano 21 miliardi, altro che storie. Renzi è pagato per il lavoro che fa, non per quello che dice. Parlasse meno e facesse di più". Così, in un'intervista a 'Il Giornale', il presidente di Confartigianato e di Rete Imprese Italia, Giorgio Merletti. "A presentare le istanze -dice- sono state in prevalenza le piccole imprese. Come Confartigianato abbiamo fatto un grande lavoro. Ora, però, i debiti bisogna pagarli. Se perdessimo anche questa occasione gli imprenditori non saprebbero davvero più a che santo votarsi per vedersi riconosciuto il diritto ad essere pagati dalla Pa".

"La ragione per cui la sinistra italiana ha sempre fallito di fronte alla riforma del mercato del lavoro sta esattamente nella disconnessione che è stata operata, per motivi di mera ingegneria politica, tra i diritti del lavoratore quando è occupato e le tutele che gli vengono accordate quando è fuori dal mercato del lavoro. Questo errore non va più commesso perché le due cose stanno insieme". Così, in un'intervista a 'La Repubblica', Filippo Taddei, classe 1976, economista, professore alla Johns Hopkins University di Bologna, è il responsabile del lavoro e dell' economia del Pd.

"Pensiamo che serva un mercato del lavoro -avverte- efficiente e che aiuti l'equità. Le tipologie contrattuali vanno ricondotte tutte a due categorie: il lavoro subordinato, distinto in contratti a tempo indeterminato e in contratti a tempo, e il lavoro autonomo. E i contratti stabili sono il miglior strumento per conseguire questo obiettivo".

"Giudizio favorevole sulle misure incentivanti (nazionali e regionali) per reinserire lavoratori adulti nel mercato. E un impegno per sviluppare le abilità, laddove non più in linea con la domanda del mondo produttivo". Così, in un'intervista a 'Italia Oggi Sette', Luigi Brugnaro, presidente di Assolavoro. "Occorre agire sia sulle competenze -avverte- laddove queste non siano più in linea con la domanda di lavoro, sia sulle persone, sulle loro motivazioni, sostenendole in una fase delicata della loro vita. Con un sistema formativo completamente gratuito e fortemente finalizzato al 'placement', le agenzie riescono a garantire percentuali di successo più elevate rispetto a quelle di altri soggetti".

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