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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

31 agosto 2016 | 10.43
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"Quello che chiedono gli europei è la vicinanza dell'Unione ai suoi cittadini. Muoversi per favorire la prevenzione dei rischi dovuti alle calamità naturali sarebbe un segnale molto forte in questo senso. Gli aiuti si possono dare, ma a certe condizioni, e abbiamo preso le misure necessarie per rispettarle. Serve un nesso causale diretto tra i danni subiti e il sisma, si deve certificare la perdita di reddito dovuta all'interruzione dell'attività e pesare i costi ammissibili". Così, in un'intervista a 'Il Corriere della Sera', Sandro Gozi è sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con delega agli Affari Europei.

"La decisione della Commissione europea non c' entra nulla con i regimi fiscali dei Paesi membri ma va a punire e correggere un sistema di sussidi illegali in Irlanda. L'accordo tra Irlanda e Apple è molto semplice: tu crei posti di lavoro nel mio Paese e noi ti permettiamo di non pagare tasse, o quanto meno di pagarle solo nominalmente. Non è un problema di tassazione ma di competizione, oltreché di legalità. C'è molta confusione a riguardo: la sentenza non obbligherà Apple a pagare le tasse nei Paesi europei dove guadagna - perché la Commissione europea non ha competenza su questo - ma impone a Cupertino di restituire le tasse non pagate". Così, in un'intervista a 'Il Corriere della Sera', l'esperto fiscale Edward Kleinbard.

"Siamo fortemente interessati a voltare pagina sulle crisi bancarie. Poi, se qualcuno ha venduto prodotti in modo non corretto, sarà giudicato dalla magistratura. Ci saranno meno contenziosi, sì, e sarà meglio per tutti. Bisogna sia chiaro che chi compera un'obbligazione subordinata rischia di più di chi acquista un bond ordinario". Così, in un'intervista a 'Il Corriere della Sera', Antonio Patuelli, presidente dell'Abi.

"Se in Germania c'è chi spinge in direzione del fallimento del Ttip per motivazioni che non brillano certo per lungimiranza, oltreoceano c'è chi ancora non ha capito che un accordo commerciale equilibrato sarebbe nell'interesse di tutti. Per questo valuto un segnale drammatico la dichiarazione del vice cancelliere tedesco, giunta proprio quanto terrorismo e rischi di disgregazione dell'occidente aumentano nella popolazione il bisogno di sicurezza e di unità. Per fortuna in Europa e in Italia ci sono ancora teste che stanno lavorando perché il Trattato giunga in porto nonostante la corsa fratricida scatenata dalla lotta per la presidenza americana. Ma i margini non sono ampi e il tempo utile si va riducendo di giorno in giorno". Lo scrive su 'Il Messaggero', l'economista Giulio Sapelli.

"Credo che negli anni sia molto cambiato il concetto di distretto: oggi è più importante pensare alla specializzazione di un territorio in una delle eccellenze del made in Italy come parte integrante di una filiera produttiva e commerciale che magari coinvolge più di una provincia o regione e di cui le fiere sono un tassello importante anche come volano per l'export. La partnership con Dubai sta già dando ottimi frutti e apre alle aziende italiane e a Fiera di Vicenza l'immenso mercato del Medio Oriente". Così, in un'intervista a 'Il Sole 24 Ore', Matteo Marzotto presidente Fiera Vicenza.

"Dobbiamo fare leva su quel mix tutto italiano tra creatività e qualità che all' estero piace. Noi abbiamo messo a punto un programma per l'internazionalizzazione delle imprese di settore che agisce su fattori strutturali quali la formazione di export manager da inserire nelle piccole imprese o la promozione dell'e-commerce". Così, in un'intervista a 'Il Sole 24 Ore', Ivana Ciabatti, presidente dell'aretina Italpreziosi, dal 2015 è alla guida di Federorafi.

"L'obiettivo della Protezione civile che abbiamo costituito era prima di tutto lavorare per la prevenzione. E poi certamente è previsto l'intervento di emergenza quando la previsione-prevenzione non ha funzionato e non sono stati attivati i meccanismi che servono a ridurre gli effetti di una catastrofe. Il modello giusto è quello adottato per il Friuli, quello di ricostruire dove era e come era. E il modello deve rispettare l'idea che la ricostruzione deve passare dalle comunità locali e dalla volontà dei cittadini. Ricordo ancora che la Protezione civile ha un settore dedicato alla prevenzione che può funzionare da coordinamento nazionale, ma ci vuole sempre la volontà politica di attivarlo. Serve infine una quota di partecipazione pubblica dei costi, ma il cittadino deve partecipare, deve spendere. Deve sapere che c'è un rischio sismico e capire che è più conveniente, prevenire che ricostruire". Così, in un'intervista a 'La Repubblica' Giuseppe Zamberletti fondatore del dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio.

"Un'equilibrata componente del gettito fiscale non è solo una questione di giustizia, ma anche di risorse. La crescita di un paese passa attraverso le risorse che possiede e quelle che riesce a mobilitare. Per questo è giusto che tutti paghino le tasse. Perché se le pagano tutti, alla fine tutti pagano di meno. E il paese è più ricco e progredisce". Così Rossella Orlandi, direttore dell'Agenzia delle Entrate, in un colloquio con 'La Repubblica'.

"Sono necessari incentivi fiscali alla crescita dimensionale delle imprese. Non c'è più spazio per le piccole imprese nella competizione industriale globale. Spetta a noi imprenditori aprirci ai capitali per non ripetere il tragitto della crescita a debito. Si deve la detassazione dei premi all'interno dello scambio salario-produttività. Le relazioni industriali devono essere un fattore di competitività, come è successo in Germania". Così, in un'intervista a 'La Repubblica' il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia.

"La prima cosa da fare è quella di avviare immediatamente una radiografia del patrimonio edilizio esistente in zona sismica. Un'operazione indispensabile per conoscere lo stato dei fabbricati e quindi il costo necessario per metterli in condizioni di sicurezza. In sua assenza continueremo a rimanere nelle attuali condizioni, senza conoscere le reali dimensioni del fenomeno e degli oneri economici da sopportare per intervenire. Infatti, un conto è fare dei calcoli basati su grandezze statistiche, un altro è andare a vedere caso per caso lo stato dei fabbricati per verificarne le effettive condizioni di sicurezza e calcolarne gli eventuali costi d' intervento per metterli a norma. Un'operazione, si badi bene, che potrebbe riservare anche delle sorprese". Così, in un'intervista a 'l'Unità', Armando Zambrano, presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri.

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