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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

23 giugno 2014 | 09.42
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Reboani (Italia Lavoro), diamo assistenza tecnica agli enti per adeguare i centri per l’impiego affinché sappiano accogliere in maniera valida chi aderirà alla Garanzia giovani.

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“Come sempre, forte non solo della sua esperienza di livello globale ma anche di decenni di competenza specifica sul tema della piccola e media impresa, Prodi centra il punto. Che è quello dell’urgenza di una politica industriale italiana all’ altezza di una sfida sempre più europea e internazionale”. Così, il premier Matteo Renzi, in un colloquio con ‘Il Messaggero’, commentando l’editoriale di Romano Prodi di ieri.

“Gli otto punti sottolineati da Prodi -ammette- sono una cassetta degli attrezzi preziosa per il governo, che ha messo la questione industriale, qualcuno con un po’ di enfasi ha parlato di rinascimento, come una delle priorità dell’azione dell’esecutivo alla vigilia del semestre europeo, continua il premier. Ricordando quanto il suo governo ha già fatto sull’ argomento industria. Nelle settimane scorse sono andati in questa direzione gli interventi su Electrolux o il protagonismo della Cassa depositi e prestiti a definire un’ agenda che ha nell’economia reale, dopo gli anni della turbofinanza, il suo punto di forza”.

Aiuto alle regioni (che lo richiedano) per la progettazione della Garanzia giovani, assieme a iniziative per agganciare le imprese, rendendo fruibile la loro disponibilità ad assumere. E, ancora, stretti legami (che si traducano in chance occupazionali) fra scuola, università e azienda. A perseguire tali obiettivi è Italia Lavoro e che è impegnata, riferisce, in un’intervista a ‘Italia Oggi’, a IOLavoro il presidente e amministratore delegato Paolo Emilio Reboani, in un percorso di supporto all’attuazione del piano Ue per l’inserimento e la formazione degli under29, partito ufficialmente il 1° maggio.

“Diamo assistenza tecnica agli enti per adeguare i centri per l’impiego -fa notare- affinché sappiano accogliere in maniera valida chi aderirà alla Garanzia giovani, ma soprattutto ci dedichiamo alla preparazione dei bandi e di tutte le misure che permetteranno, concretamente, di trovare lavoro e fornire opportunità di tirocini ed esperienze utili ad uscire dall’inattività. E, poi, ci applichiamo per compiere un reale incontro fra domanda e offerta: le aziende, infatti, non sono abituate a comunicare all’esterno le proprie esigenze di risorse umane in maniera organica, né nel pubblico, né nel privato, dunque, grazie alle intese sancite in questi giorni dal ministro Giuliano Poletti con varie associazioni di categoria, le istanze e le carenze delle realtà produttive dovranno confluire nei database dei cpi, e delle agenzie accreditate”.

“Non ci omologhiamo al renzismo ma collaboriamo, non sarebbe pensabile il contrario”. Così, in un’intervista a ‘La Repubblica’, Maurizio Martina, ministro dell’Agricoltura, uno dei leader della neonata corrente dem Area riformista. “Siamo in uno scenario nuovo e a questo dobbiamo attenerci -sostiene- non discutere della sovrapposizione dei ruoli. Ci interessa parlare della responsabilità per quel 40 e passa per cento e di come ci si organizza di fronte a novità enormi che sono accadute. Accanto a una leadership forte, serve un partito forte. Bisogna attrezzare una squadra non solo una leadership”.

“Le segnalazioni sono state e saranno molte ma selezioneremo. In passato si è fatto un grave errore: tutto non è una priorità, puntare su cento opere è come non puntare su nessuna. Un’amministrazione pubblica deve avere il coraggio di scegliere”. Così, in un’intervista a ‘La Stampa’, Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture e dei trasporti. “Presenteremo un provvedimento -ricorda- che riguarda la semplificazione, sempre allo scopo di mettere in moto l’edilizia per riqualificare il territorio e contribuire alla crescita. Così come abbiamo fatto sulle scuole e il dissesto idrogeologico, rimettendo in movimento opere che erano state bloccate dal patto di stabilità interno”.

“Lo schema di decreto legislativo in materia di Commissioni censuarie approvato dal Consiglio dei ministri, desta molte perplessità e notevoli preoccupazioni”. Lo scrive sui ‘Il Giornale’, Corrado Sforza Fogliani presidente di Confedilizia. “Il testo del governo cambia radicalmente -spiega- quello della delega sostituendo l’espressione ‘anche indicati dalle associazioni di categoria’ con una del tutto diversa, e tale da mutare surrettiziamente la stessa categoria prescelta in sede parlamentare: lo schema di decreto parla infatti di ‘associazioni di categoria operanti nel settore immobiliare’, e non ne assicura assolutamente la presenza”.

“Questo, ancora e per nuovamente sottolineare l’intento del governo (o comunque, di chi ha redatto il testo) contrario alla rappresentanza dei contribuenti, senza dire che - avanti a disposizioni della legge delega comuni per le commissioni provinciali e centrale, quelle già riportate - lo Schema governativo, a proposito dei componenti la Commissione censuaria centrale, arriva al punto di prevedere che componenti di questa siano designati dal ministero dell’Istruzione (sì, proprio così) sentite, solamente, ‘anche le associazioni di categoria operanti nel settore immobiliare’”.

“I fondi multi assets hanno un target di rendimento associato ad un target di volatilità che mira a generare un rendimento specifico con una volatilità inferiore rispetto ad asset a rischio come i titoli azionari. Se ideati correttamente, forniscono un motore di investimento stabile all’interno di un portafoglio attorno al quale gli investitori possono aumentare o diminuire il rischio in base allo scenario del mercato”. Così, in un’intervista a ‘La Stampa’, Georgina Taylor, product manager Invesco.

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