cerca CERCA
Giovedì 26 Maggio 2022
Aggiornato: 19:40
Temi caldi

Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

09 maggio 2016 | 09.10
LETTURA: 3 minuti

alternate text

"Dai prossimi risultati sulla valutazione della ricerca, che arriveranno in autunno, mi aspetto sorprese positive, anche per molte delle università che dopo i risultati, magari deludenti, del primo ciclo si sono date da fare per migliorare. Tutti gli indicatori, dal numero di immatricolazioni a quello dei laureati fino ai dati sull' occupazione appena diffusi da AlmaLaurea, suggeriscono però che la distanza fra Nord e Sud si allarga". Così, in un'intervista a 'Il Sole 24 Ore', Andrea Graziosi, presidente dell'Anvur, l'agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario.

"La paura è senz'altro il tratto unificante dell'Europa in questo momento. Insieme, come mostrano i dati analizzati da Demos, a un grande senso di ripiegamento che non lascia molta speranza sul futuro del progetto europeo. Serve una riforma delle istituzioni, oltre alla ripresa economica e alla riduzione delle ineguaglianze sociali, e una nuova narrazione. Per capire dove stiamo andando, decisivo sarà il risultato del referendum britannico. Per scongiurare il peggio servirebbe una grande battaglia culturale. Purtroppo, a fare discorsi coraggiosi è rimasto solo papa Francesco: è lui che ci ricorda l'importanza della dimensione etica dell'Europa. Ma che sia il solo a farlo, dimostra quanto oggi sia debole la politica in Europa". Così, in un'intervista a 'La Repubblica, il sociologo Marc Lazar.

"C'è sempre meno appetito politico di più Europa e in molti Paesi si alzano muri. Eppure anche con le istituzioni politiche che abbiamo si può fare una riforma minima che renda l'Unione più robusta dal punto di vista economico. Le proiezioni dicono che anche se saranno rispettate le regole il debito non diminuirà nei prossimi dieci anni in violazione dei patti. Abbiamo bisogno di liberare risorse per stimolare l'economia e il patto sul debito che proponiamo va in tal senso. Così, in un'intervista a 'La Repubblica', l'economista Lucrezia Reichlin.

"Le risposte sull'indipendenza della Banca e quelle sui bassi tassi di interesse, ambedue con un'ampia maggioranza a favore di Francoforte, dimostrano che i cittadini sono convinti che la banca operi all' interno del suo mandato, senza forzarlo. Oltre al riconoscimento della validità della politica monetaria in favore della crescita, dimostrato dai sì ai bassi tassi, c'è anche un altro segnale importante, ovvero il sì convinto al fondo di garanzia europeo. Questo dato è un apprezzamento alla regolamentazione europea". Così, in un'intervista a 'l'Unità', l'economista Marcello Messori.

"In questi tre anni si è definito il percorso della nuova Iren dopo l'aggregazione del 2006 con Genova e del 2010 con Reggio Emilia. Adesso l'obiettivo è quello di dare una nuova identità all'azienda, tenendo conto non solo dei cambiamenti economici ma anche di quelli strutturali: energia elettrica, gas e rifiuti, a fronte della crisi e di un cambiamento dei costumi hanno ridotto il perimetro". Così, in un'intervista a 'La Stampa', Francesco Profumo.

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza