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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

05 maggio 2017 | 10.13
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"Soprattutto in futuro, l'offline e l'online avranno sempre più concetti in comune. Il nostro interesse è sicuramente quello di trovare format che possano incontrare l'interesse dei consumatori. Per cui abbiamo iniziato ad integrare l'offline, un primo progetto pilota è stato 'Integrated Commerce', ossia quello con Adidas a Berlino con cui abbiamo iniziato a connetterci per permettere di far ritirare i prodotti direttamente in negozio. Siamo riusciti a fare una consegna in 25 minuti. L'interesse è quindi quello di utilizzare store esistenti per attivare delle collaborazioni". Così, in un'intervista a 'Il Corriere della Sera', David Schneider, co-fondatore di Zalando.

Ritengo che nella zona euro vadano predisposti strumenti di stabilizzazione e di riconvergenza attiva. Se la convergenza economica e sociale non si autogenera, instauriamo le condizioni che la permetteranno. Lo strumento di riconvergenza attiva potrebbe configurarsi come capacità di bilancio per la zona euro, con un volume e con obiettivi da definire. Ritengo parimenti necessaria una riflessione su un assetto istituzionale che consenta di definire e garantire l'interesse generale della zona euro. A mio parere la via è quella dell'incarnazione e della democratizzazione. I difetti citati potrebbero essere corretti con l'istituzione della carica di ministro della zona euro, che incarni e difenda l'interesse generale dell'Unione economica e monetaria e che risponda del suo operato direttamente al Parlamento europeo così da rafforzare i meccanismi di controllo democratico. Infine, non nascondiamoci la verità su quel che significa partecipare a una moneta unica: appartenere all'euro apporta sì grandi vantaggi, ma implica anche doveri". Lo scrive su 'Il Sole 24 Ore', Pierre Moscovici, commissario Ue Affari economici e finanziari.

"Oggi nessuna università italiana rende liberamente accessibili in forma completa i curriculum degli studenti, rispettando le modalità di pubblicazione indicate dalla legge. In Adapt abbiamo mappato 90 atenei. Non c'è mai il nome dello studente, il cellulare o l'email. Ben che vada, l'azienda deve registrarsi e contattare l'ufficio placement, che farà resistenza e poi ti darà quel che chiedi. E finisce che ci sono università che chiedono di essere pagate per inviare i profili dei laureati che corrispondono alla ricerca". Così, in un'intervista a 'Libero', il giuslavorista Michele Tiraboschi.

"L' accordo fatto con Google può essere considerato di svolta perché, accettando la proposta dell'amministrazione fiscale, Google ha ammesso di avere stabile organizzazione in Italia, questione che prima veniva negata e che costituiva il vero nodo a cui era legato l'intero contenzioso. Stiamo parlando di un colosso che ha ammesso di essere anche un po' italiano. Dobbiamo aprire una fase nuova. Ci sono i margini per inserire una norma transitoria che faccia pagare le imposte ai giganti del web già in questa manovrina, come ha ammesso lo stesso ministro Padoan in commissione Bilancio. Per quanto mi riguarda, comunque, non è abbastanza". Così, in un'intervista a 'Il Resto del Carlino' il presidente della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia.

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