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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

23 giugno 2015 | 09.39
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Barbagallo: "Rifacciamo, riveduta e corretta, la Federazione unitaria Cgil, Cisl e Uil"

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"Rifacciamo, riveduta e corretta, la Federazione unitaria Cgil, Cisl e Uil. Per andare avanti ora c'è bisogno di maggiore continuità tra noi. Dobbiamo tornare a vederci, evitare che le posizioni di organizzazione si traducono in egoismo di organizzazione. Oggi c'è un collante in più: la crisi economica". Così, in un'intervista a 'La Repubblica', Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil.

"La situazione tra Grecia e Unione europea ha decisamente assunto una nuova e sostanziale configurazione. Ora si dovranno prendere in considerazione gli aspetti tecnici più che quelli politici. L'importante è evitare qualsiasi manifestazione di panico. E ben s'intenda: non tanto o non solo in Grecia, ma in primis nelle cancellerie europee e ancor di più nelle dichiarazioni pubbliche. Guai ora ad alzare la voce, guai a incitare i greci ad abbandonare condotte riprovevoli". Lo scrive su 'Il Messaggero', l'economista Giulio Sapelli.

"Atene deve affrontare i problemi non per far un piacere alla Ue, alla Bce, all' Fmi, o alla Germania, ma per farlo a se stessa. Senza queste riforme non ha un futuro economico, tanto che resti nell'euro, quanto che ne esca". Così, in un'intervista a 'La Stampa', il premio Nobel Eugene Fama.

"Bravi i greci che hanno resistito, praticamente da soli. Se l'Europa comincerà a pensare che un'altra politica è possibile dobbiamo ringraziare la Grecia. Bisogna chiedersi se è ragionevole e possibile imporre ancora il rigore a un paese che ha perso il 30% del Pil o che ha un tasso di disoccupazione al 30%. E soprattutto chiedersi una volta per tutte se questo rigore ha avuto o potrà mai avere qualche risultato positivo, non solo in Grecia ma in tutta la zona euro. Spero che finalmente ci si renda conto che le politiche applicate non sempre sono le migliori". Così, in un'intervista a 'Il Messaggero' l'economista Jean-Paul Fitoussi.

"L'eurozona e la Ue hanno fatto tanti errori nella crisi a cominciare da quello di non affiancare al controllo dei conti pubblici misure per rilanciare gli investimenti con qualche 'regola aurea' a livello europeo o nazionale sotto un controllo europeo rigoroso. Nel caso della Grecia noi abbiamo sempre sostenuto un commissariamento europeo per controbilanciare le irrinunciabili riforme in una Nazione con un semi-Stato partendo da un piano di investimenti di ristrutturazione e di rafforzamento dell'economia reale. Non è andata purtroppo così e se questa volta si è evitato il Grexit ciò non significa che la Grecia sia fuori pericolo. Anche l'eurozona deve però rafforzarsi investendo molto nelle istituzioni, nella formazione e nell'economia reale per creare anche una consapevolezza nazionale che la renda un soggetto politico internazionale". Lo scrive su 'Il Sole 24 Ore', l'economista Alberto Quadrio Curzio.

"Ci preoccupa che si possa realizzare una condizione di iper offerta di lavoratori a basso valore aggiunto, a cui faccia da contraltare una fuga di giovani laureati. Il rischio è quello di un proliferare di mansioni di basso profilo, mentre la sfida per le nostre aziende dovrebbe essere quella di spingere su nuove tecnologie, innovazione e ricerca, quest'ultima, peraltro, sempre poco finanziata. Da esponente del mondo professionale mi sento di dire che per noi è molto importante che ci sia un'equiparazione sul piano della dignità fra lavoro subordinato e autonomo. Un comparto come quello delle professioni - che costruisce e offre posti di lavoro - ha bisogno di risorse e investimenti reali per i giovani, con più agevolazioni sul fronte fiscale e contributivo. Riconoscere pari dignità a questo comparto vuol dire anche mettere in condizione di competere ad armi pari chi vuole giocarsi le proprie risorse nel libero professionale". Così, in un'intervista a 'Il Sole 24 Ore', Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro.

"Per troppi anni la scuola ha patito tagli delle risorse spacciati per riforme e perciò prevale la paura. Come il Jobs Act anche questa riforma sarà compresa una volta entrata in vigore. Sono previsti anche i 40 milioni di euro per la formazione degli insegnanti, la card di 500 euro all'anno per i consumi culturali degli insegnanti, i 90 milioni per laboratori e tecnologie". Così, in un'intervista a 'La Repubblica', Francesca Puglisi, senatrice pd e relatrice della riforma.

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