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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

24 marzo 2016 | 10.45
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"Guerra? Certo che sì, e contro tutta l'Europa. Ma non dobbiamo cadere nel tranello di chi vuole scatenare uno scontro globale di religioni, fra cristiani e musulmani. Chi colpisce è una parte estrema dell'Islam, non tutto l'Islam. E la vera lotta è fra l' approccio umanitario dell'Europa e gli ideologisti del terrore". Lo dice al Corriere della Sera Manfred Weber, tedesco di Baviera, presidente del gruppo del Partito popolare europeo all'Europarlamento, che ieri mattina verso le 9 era appunto nel suo ufficio bavarese quando ha saputo che cosa stava accadendo nella capitale della Ue: "E la mia primissima reazione istintiva è stata di contattare colleghi e amici, per sapere se qualcuno di loro era stato coinvolto. Grazie a Dio no, non era accaduto. Ma che orrore, tutta quella povera gente".

Contro il terrorismo, dice Tony Blair al Corriere della Sera ci sono "4 cose importanti da fare". "Migliorare radicalmente lo scambio di informazioni tra le intelligence europee, che oggi non funziona come dovrebbe e in alcuni casi non funziona affatto", elenca l'ex premier britannico che prosegue: "Cercare di risolvere i conflitti che sono all' origine del fenomeno terrorista: dobbiamo combattere Daesh ovunque si manifesti, in Siria, in Iraq o in Libia, esser preparati a compiere le azioni necessarie per sconfiggerli, anche costruendo, ed è il terzo punto, le giuste alleanze dentro il mondo islamico con coloro che lo vogliono e hanno una visione aperta e tollerante". "Infine, dobbiamo lanciare quella che io chiamo un' azione globale sull' educazione, in cui tutti i Paesi si impegnino a orientare i loro sistemi scolastici per promuovere la tolleranza, eliminare il pregiudizio religioso e la cultura dell'odio per chi è diverso".

"Questa Unione è come un edificio le cui fondamenta sono diventate troppo fragili. Questo periodo buio della storia è l' ultimo test per la moralità ed integrità etica di un' Europa che si sta disintegrando, lo si è visto nel modo in cui sta affrontando il dramma dei rifugiati. Ma io voglio vivere negli Stati Uniti d'Europa prima di morire". Lo dice Yanis Varoufakis ad Avvenire. "ll nostro fallimento come europei, nell' affrontare la crisi economica, ha dato inizio a forze centrifughe che ci stanno impedendo di affrontare problemi comuni a tutti i Paesi in modo unitario. Dopo 4-5 anni di risposte non efficaci il sogno di prosperità europea è svanito. Guardiamo cosa succede coi migranti", dice. "Sento tanti proclami a «non piegarci», ma fra di noi siamo già piegati dalle divisioni. La speranza è ritrovare le nostre origini. Per questo ho fondato Diem25, un movimento di europei molto preoccupati perché le istituzioni Ue non sono democratiche. E che credono che l'unica soluzione sia democratizzarle, senza distinzioni ideologiche. Stiamo creando un' infrastruttura per tutti, dai verdi alla sinistra, dai cattolici ai liberali".

"Questa non è solo una guerra contro le persone ma anche contro la personalità, un attacco all'Io, fulcro dell'Occidente, contrapposta alla totalità, al noi dell' Oriente". Vittorino Andreoli psichiatra spiega la sua chiave di lettura del terrorismo al Giornale. "Si riscontra, certo in misura meno intensa, una diffusione di sintomi tipici delle malattie mentali, come il delirio, la paranoia, il vedere nemici dove non ci sono. Siamo tutti dissociati, non sappiamo vedere il futuro. La gente esce sempre meno di casa, è sempre meno in grado di funzionare. Voi giornalisti giustamente guardate alla concretezza, ma è una guerra contro l' uomo occidentale, gli attacchi non sono rivolti ai palazzi del potere ma ai luoghi dove c' è l'uomo comune".

"Caro direttore, un dato preoccupante molto discusso negli ultimi giorni riguarda i finanziamenti per la ricerca elargiti dallo European research council: su 30 ricercatori italiani che hanno ottenuto un Erc consolidator nel 2015 (un finanziamento molto prestigioso che può arrivare a due milioni di euro), ben 17 lavorano all' estero. Il numero di Erc consolidator in arrivo in Italia è invece zero; una situazione che va avanti dal 2007, il primo anno del programma". Inizia così su 'La Repubblica' una lettera appello dei vincitori dei finanziamenti europei emigrati all' estero: "Premiamo l'eccellenza", chiedono e lanciano "sette idee per salvare l' Italia della ricerca".

Monica Zanon, 34 anni, riparatrice di elicotteri e unica donna tra gli addetti di Euroavia spiega a 'La Stampa': Da un anno lavoro in Euroavia - spiega la giovane -: la ditta si occupa di manutenzione aeronautica ed è specializzata negli interventi su elicotteri del gruppo Agusta. Siamo una quindicina di addetti fra tecnici, ingegneri e personale di supporto. Nel team sono l' unica e la prima donna". Questione di stereotipi Perché, nonostante si pensi che i pregiudizi sulle differenze di genere siano superati, la distanza che c' è tra il dire e il fare non può colmarla neppure la passione. "Benché sia cresciuta in mezzo alla natura, tra lago e collina, i motori mi hanno appassionato sin da piccola: giocavo con camion e ruspe invece che con le bambole e da grande volevo fare la camionista. Poi, a 12 anni, ho scoperto gli elicotteri e ho iniziato a sognare di fare il pilota".

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